Mi prendo sempre il tempo che mi serve per assaporare appieno qualcosa che desidero leggere,con una certa predisposizione ,che invita la mia malinconica ,a mettersi in moto….per esaltarne i contenuti, prendendo quello che rimane più affine alle mie corde…e facendone tesoro di quello che si allontana dal mio …essere?!
Decido dunque di leggere..:
Gerace ,Città Magno- Greca
delle Cento Chiese
Storie e Immagini Rivissute
Edito da Gangemi
di Francesco Maria Spanò
Con vari interventi di autorevoli personalità ,anche Geracesi..che mettono ancor più in risalto,con raffinata sapienza,passaggi ,non solo storici-culturali,ma esplosioni di Vita che hanno contribuito a rendere quel linguaggio antico,ancora più meritevole,impreziosendo ancor di più questa meravigliosa Terra ,i suoi abitanti ,e a chi ne vuole riconoscere la bellezza visitandola o soggiornando.L’emozione nel leggere questo libro è forte,invade la mia sensibilità e la mia curiosità ,di stirpe raccolgo percorsi a tratti poetici,eredi pulsanti di quell’arteria principale,che inonda la memoria..confermando quei valori..beneficiando di quell’operato,che porta benessere interiore,approfondendo episodi, di cui non ero a conoscenza…mantenendo vivo il ricordo di tempi andati e mai più tornati..
“certi carti i vicinatu non si sciancanu mai”
“certe carte di vicinato non si strappano mai”
Sorrisi nel leggere il Geracese Gianni ,Gianni Spanò,cugino di Francesco…in un commento rivolto a me.. con questa “simpatica esternazione..rigorosamente in lingua madre”Concedetemi lingua madre..Riporto questo,in quanto ,cresciuti nella stessa via ,quella che porta all’Oratorio dell’Addolorata ,dove affondano le nostre radici ..io sognatrice perenne …con la mia malinconica nostalgia, che mi attacco spesso al collo..come la fitta nebbia e il lampione che invita (una cosa riservata ai Geracesi)….con quella piacevole ed estrema umidità ..proprio in quei vicoli dove abitava anche Francesco,seppur io coetanea con il fratello Gregorio..e per non annoiarvi mi fermo qui con le mie “visioni “di ricordi!
Insomma per dirvi dove ebbe inizio la mia esistenza…
E del vicinato!
(dovrei provare a scrivere di quel che è stato il primo pianto).
Ma ritornando al libro ….
Nell’epoca che unisce ,come un qualcosa che apre i polmoni , e lascia entrare quell’aria fresca ..di prima mattina ,che rigenera…genuina…il tutto condito con dell’ottimo olio di oliva Geracese,senza varianti di percorso….conservando il buon vino d’annata per particolari eventi che segnano..le danze si aprono,attraversate da parole che si spalancano a cielo aperto…per ogni parola si dilata uno scenario…ventagli che “spolverano”visi..non mai incerti segni sulla scia di rughe asciugate al sole…tra sprazzi rinascimentali.
Chiese,reliquie,Santi,gare,giochi ,particolari..tetti di canne,geramidi,costignu,stemma,tamburi,incensi,biancospino,
camelie,gelsomini,congreghe,colonne,paramenti,fileju
apparatore,presepi,tracce,aneddoti,leggende,balconi
bassi,gallerie,ricami,orti,quadri,finocchio selvatico,corona,peperoncino,dolci,mattutino,bande,orti,mustazzoli
campane,piazze,soprannomi,cimitero,porpora
spose,suore,tafarelle,martiri,cittadella,sindaci,vescovi,colonne
presepi,convento,argilla,maestri,scultori,scrittori..dottori..e tanti altri ancora…
Pietre che parlano e organi silenti…intarsi e ricami,sofferenze e gioie…
partiti di “ruolo”
…giganti “avventurieri”
Uomini rimasti bambini..
nell’indimenticabile porto sicuro..
suoni ,odori,sapori..raccontano…insegnano.
Godere di tutto ciò,significa avvicinanarsi a quel linguaggio autentico,con la fierezza che contraddistingue ogni singolo Geracese…che ancora oggi ci rende Unici.Un libro che l’autore ha dedicato al padre Giuseppe Spanò..descrive anche luoghi e racconti della sua infanzia..senza particolari “ordini reverenziali”ma con una prospettiva netta ,semplice…Geracesi si nasce…figli Aspromontani…figli del mondo..!!!Legati da quella Fede Cristiana,dall’accoglienza non mai distante..riportando ciò che il tempo gli ha permesso di raccontare.Francesco scrive e rivive un vissuto ,avvalendosi anche di personalità di spicco,per riportare,coinvolgere.. studiandone ancora il “fenomeno”non solo artistico …questo grande patrimonio, che gelosamente Gerace e i Geracesi conservano..per impreziosire ancor di più le pagine..per amore anche della condivisione.E’ la magia che si crea nell’affrontare tematiche che guidano la mente…quell’apprendimento,anche curioso,che invade il pensiero..Per me ,non mai pellegrina della mia Terra ,ma del mondo.. guardo oltre il Laico e la Fede per non perdere di vista la memoria .Qualche lacrima scende ,immedesimandomi su alcuni eventi,mentre scrivo,e osservo con la coda dell’occhio la mia Gerace..La osservo spesso,nelle varie fasi lunari e quelle solari..nel cambiamento evidente delle stagioni..anche in quelle più avverse,mi vanto del privileggio di essere lì nata e cresciuta…Il sentire armonioso che incanta i sensi.Lo stesso orgoglio che lega l’autore..che conquista il sentire con le sue parole ..i suoi scritti..citando anche noti scrittori…senza mai essere banale.Scavare nel tempo è una grossa responsabilità,ruoli affidati al fato..nel richiamo di quello Sparviero che afferra le nostri menti ,che rigorosamente ci fa attraversare le porte della Città per trascinarci verso il crine colle..nel tempo che ancora ci sorride.
Non mai dimenticati tramonti e albe.. e alberi secolari…
Tutto scalda il cuore di chi si avvicina con Amore a questa Terra tanto Amata ..anche se i cambiamenti avanzano,si spera sempre in alternative costruttive e interessanti..guardando oltre quello scrigno..calandosi verso idee sempre nuove..che stimolano..…L’autore invita anche a raccoglierne i contenuti ,quasi a protezione di quel passato che insegna..che lascia tracce evidenti.con la semplicità e con una rivelazione che non mi aspettavo.Circondato dal suo bagaglio culturale,ci concede un rilassante viaggio ,anche personale ,della sua Famiglia.Raccontare per raccontarsi…giungendo in una condizione quasi “spirituale”che sicuramente lo aiuta.Sonetti..(sorridete con me)…gelosamente conservati..per non emarginare quella solitudine che invade la sensibilità.Attraverso la conoscenza ,che rende l’Uomo libero..senza leggi o beni materiali…messi in maniera eclatante in evidenza..mantiene quell’asse principale,significativo ,che è la nostra coscienza.Vicende e racconti dal tenore “andante”coinvolgono..Come le foto ,rigorosamente in bianco e nero..conservano quel fascino originale …Nell’atmosfera che invita anche a ritrovare quel silenzio spesso dimenticato,perdendoci nel chiasso del nulla!Il contesto naturalistico che si evince..richiama al concepimento….scorci mai nascosti alla bellezza!E anche se lo stimolo di scrivere il libro è partito ,come ci spiega l’autore ,da uno “stato ”di condivisione…che lo ha fatto riflettere…ben vengano di questi risultati..Ma rimaniamo testimoni di luce ,caro Francesco,come piccoli San Pietrini,benedetti dal nostro Padre,custoditi e protetti dal cuore di Maria Immacolata,nella continuità del tempo..Lo dobbiamo a chi ci ha preceduto per il bene comune missionari coraggiosi dell’oggi!
Nella dialettica più amorevole,e nell’atteggiamento “nobiliare”bandito a festa per tutti…Francesco ,riassume con fiducia il tempo di un tempo,nel messaggio anche di pace fra gli Uomini.
Veicoli di memoria tra le scintille del cuore.
Al Geracese Francesco Maria Spanò
Il mio abbraccio e la mia …ondaaaaaa!
La Geracese
Maria Eleonora Zangara
Francesco Maria Spanò, giurista con un passato da pubblicista, dalle esperienze giovanili nel mondo dorato di Gerace arriva a Roma dove diventa direttore delle risorse umane dell’Università Luiss Guido Carli. Sulle orme di personaggi illustri affascinati dalle bellezze artistiche e culturali di Gerace, come re Gustavo VI Adolfo di Svezia, e di uomini semplici, come don Carmine Rodinò “l’apparatore”, è tra i promotori, insieme alla moglie Francesca e a tanti altri amici italiani e non solo, della candidatura di Gerace a sito del Patrimonio mondiale dell’umanità (UNESCO). Ha promosso la costituzione, presso l’ex carcere borbonico, del museo “I cinque martiri di Gerace”, che diventerà uno dei pochi musei risorgimentali del Sud Italia.



