Il pensiero
non si lascia “abbindolare”
da fastidiose provocazioni
Le mie labbra non sono reverenziali
a nessun confronto
se non al tuo di pathos
Taccio il mio silenzio
mentre forte rimbomba l’eco
della tua voce
della tua esperienza
della tua immensa sapienza
che Amo infinitamente
non mai del tono
“altezzoso”
nel rischiare spiacevoli
epiloghi che intaccano l’essere
Il dolore ha subito abbastanza
e il tuo ventre è libero ora
e ogni singola goccia
uscita da questi occhi per te
è vigile tormento.
Ti ossevo senza vederti
non si confonda più il suono del mare
di mia vita
Angelo mio Angelo di mia Vita.
Eleonora.

