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	<title>Senocrito Postcard New &#187; Senocrito Postcard New &#187; Sfogliando</title>
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	<description>Il messaggio dell&#039;Accademia Senocrito</description>
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		<title>Rosaria Iazzetta e la creatività come antidoto</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2021 13:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[ Ciò che possiamo leggere in queste 150 pagine, potremmo averlo già sentito in altre occasioni. La bellezza, dunque, delle parole che usa in cosa risiede? Perché addentrarsi nella lettura? Per il titolo? Per la simpatica faccia dell&#8217;autrice? Averla incontrata nel 2015 mi ha permesso di poterla conoscere di persona, leggere il suo libro conferma l&#8217;autenticità [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2021/03/IMG_20210306_115328.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2724" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2021/03/IMG_20210306_115328-150x150.jpg" alt="IMG_20210306_115328" width="150" height="150" /></a> Ciò che possiamo leggere in queste 150 pagine, potremmo averlo già sentito in altre occasioni. La bellezza, dunque, delle parole che usa in cosa risiede? Perché addentrarsi nella lettura? Per il titolo? Per la simpatica faccia dell&#8217;autrice? Averla incontrata nel 2015 mi ha permesso di poterla conoscere di persona, leggere il suo libro conferma l&#8217;autenticità del suo scrivere. Non offre soluzioni matematiche, sono condivisioni esperienziali, quindi vere perché provate sulla sua pelle. Apre il suo cuore facendo intendere che i suoi fallimenti sono occasione di crescita ed il rigore, la disciplina, nel perseguire un obiettivo, sono necessari strumenti per raggiungere il risultato prefisso. Sembra che sia indirizzato a tutti i giovani che si sentono scoraggiati, che si allontanano dalla loro unicità per omologarsi e scomparire dentro questa società liquida. Eppure il suo &#8220;promemoria&#8221; abbraccia tutte le fasce d&#8217;età, ci ricorda come ripartire, come uscire dalle zone d&#8217;ombra, come rialzarsi da cadute non previste, come fare della flessibilità un punto di forza.</p>
<p>Un modello &#8220;laico&#8221;, una testimone dei nostri tempi che, rispetto alla sua formazione culturale e alla professione di docente &#8220;artista&#8221;, non si risparmia e punta sulla comunicazione per inneggiare alla vita vissuta in pienezza dando alla parola creatività il peso del brillante che è in nostro possesso, farlo brillare significa portarlo alla luce.</p>
<p>Luciana Vita</p>
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		<title>Humus &#8211; di Alfredo Granata &#8211; Falco Editore</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Oct 2017 10:24:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Uomini e Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Granata]]></category>
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		<description><![CDATA[Donna che &#8220;ignora&#8221; ma che resta comunque curiosa e&#8230; se ha la possibilità di incontrare i volti, non dimentica più il nome e cognome. Se Alfredo Granata nel 2016 decide di pubblicare Humus, compie una operazione editoriale ad ampio spettro. Classe 1956, festeggia i suoi sessant&#8217;anni in modo singolare. Come si legge nell&#8217;ultimo di copertina, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/10/13428598_10206749336107158_5829023948476429724_n.jpg"><img class="alignleft wp-image-2432 size-medium" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/10/13428598_10206749336107158_5829023948476429724_n-300x225.jpg" alt="Alfredo Granata " width="300" height="225" /></a>Donna che &#8220;ignora&#8221; ma che resta comunque curiosa e&#8230; se ha la possibilità di incontrare i volti, non dimentica più il nome e cognome. Se Alfredo Granata nel 2016 decide di pubblicare Humus, compie una operazione editoriale ad ampio spettro. Classe 1956, festeggia i suoi sessant&#8217;anni in modo singolare. Come si legge nell&#8217;ultimo di copertina, &#8220;&#8230;è un&#8217;autobiografia di un artista visivo circoscritta a un periodo che va dagli anni &#8217;70 al nostro contemporaneo&#8221;. Per quanto  possa far pensare ad una implicita &#8220;autocelebrazione&#8221;,  sfogliando e leggendo, resto piacevolmente sorpresa da come l&#8217;autore sia attento e sensibile nel raccontarsi senza perdere di vista i compagni di viaggio, presenti e passati, offrendo, nella lettura, uno spaccato interessante di &#8220;amici&#8221; artisti che hanno lavorato e che tutt&#8217;ora lo fanno nel territorio Cosentino/Presilano. La sapienza del racconto è ulteriormente avvalorata dalle considerazioni premurose e attente verso coloro che più di altri hanno sostenuto e  incoraggiato il percorso artistico; un uomo che riconosce il nucleo fondante, la sua vera fonte d&#8217;ispirazione: la famiglia nella sua accezione più alta e nobile. Se dopo l&#8217;Accademia di Belle Arti, frequentata a Roma, ritorna e per &#8220;mille ragioni&#8221; si radica nella sua Presila, a Celico, non perdendo mai di vista la necessità di raccontarsi attraverso l&#8217;arte, tessendo rapporti di apertura e dialogo con il territorio e le sue più belle anime artistiche, tutto ciò mette in luce un&#8217;anima che, dichiarando la sua formazione profondamente laica, vive &#8230;&#8221;<em>con la leggerezza della poesia avvolta da dignità e coerenza</em>&#8220;! Come lui stesso scrive: &#8220;<em>sessant&#8217;anni d&#8217;età e quarantatré di impegno artistico</em>&#8230; gli &#8220;<strong><em>pare d&#8217;aver raggiunto un equilibrio che accomuna semplicità, umiltà e disincanto</em></strong>&#8220;. Le mie conoscenze &#8220;artistiche&#8221;sul territorio proseguono a rilento, importante resta riconoscerle e considerarle per ciò che sono: diamanti che brillano di luce propria, disseminati in un territorio che merita tutta la nostra attenzione di calabresi sensibili.     Luciana Vita</p>
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		<title>Il pane delle donne &#8211; Lavoro e impegno femminile nella Calabria Jonica meridionale &#8211; di Santino Amedeo&#8211; Grafica Enotria Edizioni</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Sep 2017 20:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfogliando]]></category>
		<category><![CDATA[impegno femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Pane. Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Santino Amedeo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 1999 al 2013: questo è l&#8217;arco di tempo  narrato attraverso le fotografie presenti nel testo: siamo dentro il primo decennio del terzo millennio,  nel territorio calabro definito nel titolo: Calabria Jonica meridionale.Pubblicato nel 2013, si avvale di interessanti collaborazioni, Maria Caterina Nicita firma &#8220;La donna in Calabria, dalla subalternità all&#8217;emancipazione&#8221;, la presentazione di Tito Squillaci, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/09/phpThumb_generated_thumbnailjpg.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2360" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/09/phpThumb_generated_thumbnailjpg-291x300.jpeg" alt="copertina" width="291" height="300" /></a>Dal 1999 al 2013: questo è l&#8217;arco di tempo  narrato attraverso le fotografie presenti nel testo: siamo dentro il primo decennio del terzo millennio,  nel territorio calabro definito nel titolo: Calabria Jonica meridionale.Pubblicato nel 2013, si avvale di interessanti collaborazioni, Maria Caterina Nicita firma &#8220;La donna in Calabria, dalla subalternità all&#8217;emancipazione&#8221;, la presentazione di Tito Squillaci, un appendice/ &#8220;per non dimenticare&#8221;: Vita di donna sessant&#8217;anni fa di Salvatore Siviglia, &#8220;Virginia Cundari Sindaco di San  Sostene&#8221; di Virginia Aloisio, immagini del Catanzarese. Le note dell&#8217;autore fanno capire  l&#8217;origine di tale testo nato dall&#8217;invito di allestire una mostra fotografica sul tema del lavoro femminile</p>
<div id="attachment_2372" style="width: 258px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/09/Immagine-e-testo-di-Santino-Amedeo.jpg"><img class="size-medium wp-image-2372" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/09/Immagine-e-testo-di-Santino-Amedeo-248x300.jpg" alt="Pag. 35 - Foto e testo di Santino Amedeo  da &quot;Il pane delle donne&quot; - grafica Enotria Edizioni" width="248" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Pag. 35 &#8211; Foto e testo di Santino Amedeo da &#8220;Il pane delle donne&#8221; &#8211; grafica Enotria Edizioni</p></div>
<p>per conto della Fidapa di Melito di Porto Salvo in vista della celebrazione del decennale dell&#8217;Associazione. L&#8217;autore continua scrivendo del suo lavoro che per oltre un quarantennio lo ho visto fotografare il lavoro umano sia maschile che femminile; un&#8217;opera che non ha la pretesa di essere esaustiva ma che certamente testimonia l&#8217;operosità, la dignità di un popolo che in silenzio mantiene vivo un territorio.</p>
<p>Santino Amedeo coniuga sapere ed emozione, con fare garbato e amorevole ferma il tempo e lo rimanda alle generazioni future, custode di conoscenza che attinge le proprie fonti nell&#8217;umano vivere, nella quotidianità dei gesti, nel fare semplice ed umile di una Calabria fiera e operosa.                Luciana Vita</p>
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		<title>Melito di Porto Salvo &#8211; persone e ambiente &#8230; di Santino Amedeo &#8211; Laruffa Editore</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jul 2017 09:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dettagli in foto]]></category>
		<category><![CDATA[Sfogliando]]></category>
		<category><![CDATA[Melito di Porto Salvo]]></category>
		<category><![CDATA[Santino Amedeo]]></category>
		<category><![CDATA[territorio calabrese]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando non viaggio mi aggiro sul territorio che vivo con fare anonimo e discreto, quasi volessi apparire più fantasmina del solito. Il libro appartiene al periodo dinamico, quando viaggiavo per raggiungere Reggio Calabria da Cosenza per motivi di lavoro. L&#8217;edicola della stazione di Reggio, nell&#8217;attesa di salire sul treno mi offre la possibilità di osservare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2302" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/07/copertina-Melito-di-Porto-Salvo.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2302" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/07/copertina-Melito-di-Porto-Salvo-150x150.jpg" alt="Foto di Santino Amedeo" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Santino Amedeo</p></div>
<p>Quando non viaggio mi aggiro sul territorio che vivo con fare anonimo e discreto, quasi volessi apparire più fantasmina del solito. Il libro appartiene al periodo dinamico, quando viaggiavo per raggiungere Reggio Calabria da Cosenza per motivi di lavoro. L&#8217;edicola della stazione di Reggio, nell&#8217;attesa di salire sul treno mi offre la possibilità di osservare e la foto in copertina mi convince ad acquistare il libro perché la parola chiave è &#8220;Fotografie&#8221;, l&#8217;autore passa in secondo piano in quanto non conosco il nome e mi basta l&#8217;intuizione che viene confermata, sfogliando il testo, sulla qualità delle immagini che sono pertinenti con il lavoro didattico che richiede una ricchezza di riferimenti iconografici legati al territorio. Solo dopo leggo le note sull&#8217;autore: nato a San Gregorio  di Reggio Calabria, Santino Amedeo ha vissuto soprattutto in Toscana. Oltre venti mostre fotografiche, attività giornalistiche ed editoriali legate al territorio e varie collaborazioni in Calabria,</p>
<div id="attachment_2309" style="width: 240px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/07/Foto-del-1968.jpg"><img class="size-medium wp-image-2309" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/07/Foto-del-1968-230x300.jpg" alt="1968 - Foto di Santino Amedeo " width="230" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">1968 &#8211; Foto di Santino Amedeo</p></div>
<p>Basilicata, Toscana e Friuli Venezia Giulia con Enti locali, circoli culturali, organizzazioni sindacali, musei etnici, pro loco&#8230;</p>
<p>L&#8217;edizione acquistata porta la data 2006, documenta il territorio in esame dal 1963 con testi descrittivi asciutti, chiari e di piacevole lettura, cosa che scopro solo dopo perché più interessata al linguaggio non verbale. Oggi non è più in commercio.</p>
<p>A distanza di tempo, ho associato anche un volto che si visualizza attraverso l&#8217;immagine del profilo del social network. La breve biografia letta e la visualizzazione delle foto accompagnate dai suoi scritti (sul social), mi aiuta a comprendere meglio il lavoro certosino e appassionato che ha caratterizzato il suo percorso e che, ancora oggi, continua con lo stesso vigore.</p>
<p>Un approccio antropologico che si concentra sulla tecnica fotografica, strumento per raccontare con grande umiltà l&#8217;attenzione verso l&#8217;umano, quello che avvicini aprendo il ventaglio della comunicazione vera, autentica, ancora presente in coloro che hanno conservato e preservato la nobiltà d&#8217;animo.</p>
<p>Luciana Vita (Tutti i diritti sono riservati)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Stenografia Nazionale &#8211; Istituti eredi di Erminio Meschini &#8211; 1963</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 15:51:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfogliando]]></category>
		<category><![CDATA[Meschini]]></category>
		<category><![CDATA[Stenografia]]></category>
		<category><![CDATA[vecchie edizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Desidero con il 200° articolo fare un salto nel tempo di ben 52 anni, 1963 è la data stampata sulla copertina del libro in questione. Sottotitolo: Stenografia scolastica &#8211; Manuale ufficiale per le scuole pubbliche &#8211; Il primo sistema italiano riconosciuto ufficialmente dallo Stato. L&#8217;autore, Erminio Meschini nato a Roma nel 1880 e morto nel [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/08/pagina-7.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2157" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/08/pagina-7-225x300.jpg" alt="pagina 7" width="225" height="300" /></a>Desidero con il 200° articolo fare un salto nel tempo di ben 52 anni, 1963 è la data stampata sulla copertina del libro in questione.</p>
<p>Sottotitolo: <strong>Stenografia scolastica &#8211; Manuale ufficiale per le scuole pubbliche &#8211; Il primo sistema italiano riconosciuto ufficialmente dallo Stato.</strong></p>
<p>L&#8217;autore, Erminio Meschini nato a Roma nel 1880 e morto nel 1935, è stato ragioniere, professore e stenografo di fama mondiale, autore, appunto dell&#8217;omonimo sistema stenografico.</p>
<p>La mia curiosità è semplice, trovato il libro a Locri, in buone condizioni, lo sfoglio e capisco di &#8220;ignorare&#8221; completamente questo mondo. E&#8217; una parte di quel Novecento che &#8220;forse&#8221; è completamente scomparso e mi domando: l&#8217;avvento della macchina da scrivere prima e dei computer, dopo, ha contribuito ad azzerare totalmente tale conoscenza? O la possibilità di registrare un discorso ha eliminato la necessità di diventare abili stenografi? Esiste ancora lo &#8220;stenografo&#8221; nel 2015? Leggo di suoni gutturali e palatali, suoni labiali, labiali continui, nasali, suoni liquidi, suoni dentali sibilanti e vedo segni&#8230; Prezzo di copertina L. 500&#8230;.<img class="alignright wp-image-2160 size-thumbnail" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/08/computer-personale-150x150.jpg" alt="computer personale" width="150" height="150" /></p>
<p>Il metodo si divide in tre parti, questo testo viene descritto come <em>&#8220;Celere Scrittura&#8221; formata dall&#8217;unione naturale dei segni dell&#8217;alfabeto stenografico. E&#8217; più facile della scrittura comune perchè i segni stenografici sono assai più semplici, brevi, facili a tracciarsi di quelli dell&#8217;alfabeto latino. </em>Poi c&#8217;è la stenografia commerciale ed infine quella professionale definita anche oratoria.</p>
<p>Ricordando il Novecento, Locri, gli studenti calabresi di quel periodo; quella ricerca di &#8220;velocità&#8221; fatta di segni codificati, una fusione tra linguaggi verbali e non verbali pensata in modo preciso! L&#8217;uso dei computer non ci rende migliori,  pensiero che rivolgo principalmente a me stessa!</p>
<p>Luciana Vita</p>
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		<title>Rosaria Iazzetta a Catanzaro presenta: La Mala Tolleranza</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2015 22:03:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Sfogliando]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Iazzetta]]></category>
		<category><![CDATA[Scultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sociologia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#8220;Torna&#8230; sta casa aspetta a te&#8221;,&#8230; per citare una nota canzone napoletana, è un modo per ribadire che è l&#8217;amore per la gente che vede nuovamente Rosaria Iazzetta (Campana DOC) tornare a Catanzaro, la città che per tre anni l&#8217;aveva ospitata nella veste di docente di II fascia di Scultura nell&#8217;Accademia di Belle Arti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div style="width: 432px; " class="wp-video"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');</script><![endif]-->
<video class="wp-video-shortcode" id="video-2090-1" width="432" height="240" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/x-ms-wmv" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/07/Rosaria-e-la-Mala-Tolleranza.wmv?_=1" /><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/07/Rosaria-e-la-Mala-Tolleranza.wmv">http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/07/Rosaria-e-la-Mala-Tolleranza.wmv</a></video></div>
<p>&#8220;Torna&#8230; sta casa aspetta a te&#8221;,&#8230; per citare una nota canzone napoletana, è un modo per ribadire che è l&#8217;amore per la gente che vede nuovamente <strong>Rosaria Iazzetta</strong> (Campana DOC) tornare a Catanzaro, la città che per tre anni l&#8217;aveva ospitata nella ves<img class="alignright  wp-image-2101" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/07/Rosaria-Iazzetta-La-Mala-Tolleranza-218x300.jpeg" alt="Rosaria-Iazzetta-La-Mala-Tolleranza" width="252" height="347" />te di docente di II fascia di Scultura nell&#8217;Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Il motivo occasionale ruota attorno alla presentazione del suo libro: &#8220;La Mala Tolleranza&#8221;, presso l&#8217;Ubik di Catanzaro Lido un lunedì di Giugno, il 29, ed io posso raggiungerla per ascoltarla e salutarla nuovamente vista la conoscenza iniziata a Frosinone, in Accademia, questi ultimi sei mesi. Visitare il sito per conoscere meglio il suo lavoro artistico può aiutare (http://www.rosariaiazzetta.com/);  conoscerla significa avere una dimensione reale del suo essere Donna e Artista. Questa bella circostanza mi ha portato a conoscere  <strong>Loredana Barillaro</strong> che Rosaria sceglie come moderatrice, una donna che vive la Provincia di Cosenza, attiva a 360° nel mondo culturale artistico con la Rivista SMALL ZINE (per sentire dalla sua voce: http://www.arte.rai.it/articoli/la-piccola-e-raffinata-small-zine/22957/default.aspx).</p>
<p>Il Video (da scaricare) è uno stralcio del pomeriggio trascorso, per ricordare e da condividere con tutti coloro che, incuriositi, vogliono capire cosa può significare lasciare una traccia di speranza, &#8220;guardando la verità, analizzandola e con <strong>amore</strong> e <strong>bellezza</strong>, unici obiettivi, combattere sul territorio per migliorare lo stato delle cose&#8230;&#8221;! L&#8217;arte è uno strumento <em>&#8220;STRABILIANTE&#8221;!!! (Rosaria docet)</em></p>
<p>Luciana Vita</p>
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		<title>Ritorto e Correale, tra il bianco e il nero</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 14:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/WP_20150329_002.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1878" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/WP_20150329_002-201x300.jpg" alt="WP_20150329_002" width="201" height="300" /></a>Mi ritorna tra le mani e nella copertina riscontro due cognomi a me noti, persone che per motivi diversi hanno fatto parte di quella Locride viva e attiva di cultura e arte: Rocco Ritorto e Giuseppe Correale. Il primo, originario di Focà di Caulonia, classe 1923, maestro di scuola elementare, ci ha lasciati nel 2011, il secondo Giuseppe Correale, artista scultore di Siderno è morto dopo circa un anno, Luglio 2012. Il titolo del libro di poesie in vernacolo calabrese: &#8220;jancu e nigru&#8221; edito da Frama Sud, finito di stampare nel 1990; Correale è presente nel disegno in copertina. Potrà sembrare insolito ma la conoscenza con la poesia di Ritorto avvenne da bambina in quanto mio padre, collega di Ritorto perchè maestro di scuola elementare, proponeva le poesie in vernacolo nelle recite di fine anno, scegliendo con un criterio pertinente alle esigenze. In casa, quindi, si leggevano a voce alta per scegliere quelle più funzionali allo spettacolo e che potessero essere memorizzate facilmente dai bambini. Le imparavo in questo modo anch&#8217;io pensando all&#8217;autore come un signore ironico, simpatico; crescendo capii meglio la sua vena sarcastica e mi rimase nel cuore e nella mente la sua poesia , la sua rima facile da ricordare, ma non lo incontrai mai. Le maschere di Correale, in copertina, sono simboliche, sicuramente disegno scelto non a caso, una sorta di dialogo tra menti artistiche, entrambi residenti a Siderno. Sono trascorsi venticinque anni e i contenuti sembrano datati 2015.</p>
<p>E&#8217; un libro attraverso il quale la mente mi riporta a due persone che hanno lasciato in campi diversi tracce importanti in un territorio come quello della Locride veramente ricco di fiori straordinari per bellezza e profumo! Ritorto e Correale fanno parte di questo giardino speciale.</p>
<p>Luciana Vita</p>
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		<title>Seminara, le ceramiche Ditto e Cosenza</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2015 15:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fiera di San Giuseppe e Seminara? Sicuramente c&#8217;è legame, vicinanza anche fisica perchè ogni anno i ceramisti di Seminara, con le loro botteghe attive cercano il contatto con la città Bruzia non per arricchirsi ma per portare forme e colori, note di vita che da un paese del basso tirreno si espandono per abbracciare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/Ceramica-Ditto-Antonio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1826" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/Ceramica-Ditto-Antonio-300x161.jpg" alt="Ceramica Ditto Antonio" width="300" height="161" /></a>La fiera di San Giuseppe e Seminara?</p>
<p>Sicuramente c&#8217;è legame, vicinanza anche fisica perchè ogni anno i ceramisti di Seminara, con le loro botteghe attive cercano il contatto con la città Bruzia non per arricchirsi ma per portare forme e colori, note di vita che da un paese del basso tirreno si espandono per abbracciare il territorio calabrese. Certo è anche commercio, di quello che un tempo creava dei veri e propri scambi culturali<img class="alignright wp-image-1831" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9429-copia-300x195.jpg" alt="Pesce e Riccio di Antonio Ditto" width="243" height="158" />, si attendeva la precisa circostanza perchè si sapeva che quella &#8220;fiera&#8221; offriva l&#8217;opportunità a molti di trovare cose che nei negozi non era possibile trovare. La mia valutazione nel 2015 forse è troppo romantica: leggo la loro presenza come un dono per gli occhi, certo non è un momento buono per comprare, i soldi servono per l&#8217;ordinaria amministrazione e a volte non bastono, però non posso non pensare che dietro quelle ceramiche c&#8217;è qualcosa che va oltre il semplice oggetto. La mia radice poco centra con Seminara, identifico però in quelle forme e nell&#8217;uso dei colori la mia Regione perchè ho bisogno di cercare ciò che ci contraddistingue per rafforzare la mia visione &#8220;identificativa&#8221;: quale traccia chiara e precisa ci appartiene in quanto calabresi? La ceramica di Seminara è una di queste tracce. Nel cercare con determinazione un libro (riuscendoci attraverso l&#8217;acquisto per posta), dal titolo <strong>&#8220;Seminara &#8211; dall&#8217;arte dei pignatari alla ceramica d&#8217;arte&#8221;</strong> &#8211; ho provato una grande gioia sfogliando la parte iconografica perchè raccoglie il meglio della produzione artistica di illustri ceramisti del luogo, molti dei quali defunti. <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9434-copia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1838" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9434-copia-194x300.jpg" alt="IMG_9434 copia" width="194" height="300" /></a>Antonio Ditto porta il nome di suo nonno perchè nella sezione dedicata a questa famiglia c&#8217;è a pag. 250 &#8220;Ditto Antonio &#8211; 1890/1973&#8243;, la foto è una bottiglia antropomorfa conservata nel Museo Etnografico Raffaele Corso di Palmi. Quello che ho conosciuto io è il nipote? Penso di si, suo padre è Domenico, ceramista anch&#8217;egli, una famiglia che porta avanti, ognuno seguendo il proprio percorso, la  tradizione che si muove tra oggetti di uso quotidiano e pezzi artistici perchè tutti eseguiti, dalla modellazione alla colorazione, in modo unico e personale. I cognomi storici a Seminara sono tanti, i Condurso, i Ferraro, il libro continua facendo vedere le opere di Vincenzo Antonio Latino, Natale Russo, Antonio Jemma, &#8230;</p>
<p>Il particolare della brocca mette in evidenza il richiamo antropomorfo che Ditto ripete nel riccio e nel pesce, maschere espressive che, come lui stesso dice, sembra che vogliano parlare alla persona che li osserva incuriosita.E&#8217; una nota ricorrente nelle ceramiche di Seminara, senza dimenticare gli effetti pittorici su una argilla che con orgoglio viene rivendicata come &#8220;propria&#8221;; alla domanda se ancora usate l&#8217;argilla del posto, la risposta è SI, del resto basta osservare le parti lasciate visibili ed ecco apparire quel colore, inconfutabile. <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/Pesce-particolare-di-A.-Ditto.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1842" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/Pesce-particolare-di-A.-Ditto-165x300.jpg" alt="Pesce - particolare di A. Ditto" width="165" height="300" /></a>Nel particolare fotografato, della &#8220;Fiasca ittiomorfa&#8221; emerge uno sguardo altrettanto magico &#8211; fantastico, scegliendo il bianco e nero volutamente per concentrare l&#8217;attenzione sulla modellazione antropomorfa. Dal libro estrapolo un passaggio che trovo interessante a proposito della forma: <em>&#8220;Nel catalogo della Mostra di Etnografia del 1911 si trovano segnalate queste &#8220;borracce&#8221; a forma di pesce, che sono il distintivo rituale dei pellegrini nella fiere di San Rocco di Rosarno. Il significato del rito sacro è chiaro, quando si consideri che nel culto e nelle manifestazioni religiose del popolo ricorre la figura del pesce che fu simbolo dei primi cristiani&#8221;.</em></p>
<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9437-copia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1846" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9437-copia-300x283.jpg" alt="IMG_9437 copia" width="300" height="283" /></a>Il riccio ha valenza apotropaica, con i suoi numerosi aculei scaccia i mali, li tiene a distanza&#8230; E&#8217; il padre Domenico che afferma di aver apportato per primo una modifica a questo modello tradizionale aggiungendo il musetto ed il naso.</p>
<p>A pag. 123 leggo e scrivo: <em>&#8220;Il colore verde ramina ed il blu cobalto esprimono la dimensione della natura e del cielo; ma è il giallo arancio il vero colore dell&#8217;espressione di Seminara: la terra gialla delle messi, la fiamma gialla generatrice dei raggi solari. Ma esso è soprattutto il colore violento, forte delle pulsioni; nell&#8217;universo contadino non vi è mediazione alla grevità della fatica, le istintualità dell&#8217;inconscio allora emergono gialle ed accecanti la ragione.&#8221;</em></p>
<p>Queste poche tracce, tra immagini e parole, per me stessa e per chi, affascinato dalle forme e dai colori, sentisse il bisogno di capire con la ragione e con l&#8217;istinto la bellezza di questa ceramica che tocca le corde emotive, quelle che dovremmo imparare a &#8220;suonare&#8221; facendo leva sull&#8217;allenamento che i linguaggi non verbali ci offrono, sempre per una nostra necessità di vita, alimentando quel legame tra noi e la Terra che occupiamo.</p>
<p>PS: i pezzi fotografati singolarmente sono stati acquistati, sostenere l&#8217;artigianato artistico quando è possibile!</p>
<p>Luciana Vita</p>
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		<title>Alla scoperta dei Santuari calabresi (Rubbettino Editore) e la fotografia di Nicola Santucci</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 18:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/10/1965540_10201777319290477_3961332562342123687_o.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1622" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/10/1965540_10201777319290477_3961332562342123687_o-300x202.jpg" alt="1965540_10201777319290477_3961332562342123687_o" width="300" height="202" /></a>Chiedo il permesso al capotreno, oggi in pensione, che ama la fotografia ma ancora di più il territorio che vive, per illustrare, attraverso la sua fotografia diretta, un passaggio del libro sopra citato che ha un valore importante per chi cerca una interessante sintesi sui santuari calabresi. E&#8217; una sorta di compendio, di facile consultazione, che abbraccia tutte le diocesi calabresi, scritto da Giustina Aceto. Non riuscendo a raggiungere il luogo, cosa che solitamente amo fare, rimanendo colpita dalla bellezza del quadro proposto nella foto di Nicola Santucci, cerco di rendermi conto e trovo nel testo dei riferimenti utili. Leggo e scrivo: <em>&#8220;La chiesa di S. Maria di Porto Salvo fu fondata dal marchese Domenico Alberti nel 1680&#8230; lungo i secoli fu più volte ricostruita&#8230;&#8221;</em></p>
<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/10/10154506_10201786663244070_3061921009479845297_n.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1628" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/10/10154506_10201786663244070_3061921009479845297_n-263x300.jpg" alt="10154506_10201786663244070_3061921009479845297_n" width="263" height="300" /></a><em>&#8230;Nel 1930 venne elevata a Santuario Diocesano; il dipinto è un olio su tela, le dimensioni sono cm. 154&#215;124, appartiene al 1700, l&#8217;autore è anonimo.</em> Il testo continua scrivendo che venne più volte restaurato con risultati che vedevano il sovrapporsi di lineamenti rivisitati. Nel 1975 c&#8217;è finalmente un paziente lavoro che riporta alla luce l&#8217;originale immagine. Venne eseguita una copia da utilizzare durante le processioni. Nel 1995 venne rubata la copia, ne venne fatta un&#8217;altra.</p>
<p>Nicola, sempre per il grande amore che ha per il territorio che vive, mi propone una icona del <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/10/10743685_10202880313064632_432999327_n-copia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1636" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/10/10743685_10202880313064632_432999327_n-copia-253x300.jpg" alt="" width="253" height="300" /></a>quadro presente in fotografia nella casa di una signora. E&#8217; molto utile perchè possiamo considerare i dati relativi ai restauri prima del 1975. La comparazione mette in evidenza la rivisitazione dei lineamenti, la libera interpretazione dei piccoli angeli &#8230; in buona sostanza possiamo ritenerci grati del recupero fatto nel 1975, ammirando la foto a colori, perchè ci offre un dipinto coerente, da godere in tutta la sua bellezza.</p>
<p>La mia rapida sintesi è un invito a consultare il testo che resta una fonte di notizie utili e nell&#8217;apprezzare la fotografia di Nicola Santucci (foto in alto vede in prospettiva la processione che da Pentidattilo ritorna trionfalmente, con il quadro, per rientrare nel Santuario di Melito Porto Salvo), osservatore attento, curioso, competente, appassionato,non posso che essere gratificata dalla ricchezza umana e spirituale che è presente su tutto il territorio calabrese.</p>
<p>Luciana Vita (Tutti i diritti sono riservati).</p>
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		<title>La Calabria dell&#8217;Arte &#8211; di Giorgio Leone</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2014 06:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La citazione del testo è un auspicio: 84 pagine tra scritto e foto a colori, (città calabria edizioni, gruppo Rubettino), che sintetizzano un percorso artistico calabrese dall&#8217;arte Bizantina fino all&#8217;Ottocento &#8211; Novecento. Per avere l&#8217;attenzione dei giovani, i contenuti devono &#8220;passare&#8221; nei vari ordini di scuola e se è vero che gli ambiti liceali diventano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/06/IMG_6981-copia.jpg"><img class="alignleft wp-image-1337 size-medium" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/06/IMG_6981-copia-186x300.jpg" alt="" width="186" height="300" /></a>La citazione del testo è un auspicio: 84 pagine tra scritto e foto a colori, (città calabria edizioni, gruppo Rubettino), che sintetizzano un percorso artistico calabrese dall&#8217;arte Bizantina fino all&#8217;Ottocento &#8211; Novecento. Per avere <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/06/IMG_6980-copia.jpg"><img class="alignright wp-image-1338 size-medium" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/06/IMG_6980-copia-182x300.jpg" alt="IMG_6980 copia" width="182" height="300" /></a> l&#8217;attenzione dei giovani, i contenuti devono &#8220;passare&#8221; nei vari ordini di scuola e se è vero che gli ambiti liceali diventano specifici, la scuola secondaria di primo grado ancora consente di affrontare aspetti che siano pertinenti  ad una cultura generale che sistematicamente considera la dimensione nazionale e salta quella più territoriale, considerata minore, difficilmente da tratteggiare soprattutto <img class="alignleft size-medium wp-image-1339" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/06/IMG_6982-copia-156x300.jpg" alt="IMG_6982 copia" width="156" height="300" />quando si hanno poche ore. Pietro Bernini è vicino alla Calabria perchè le vicende storiche lo vedono passare, sostare, produrre, e se il padre del più famoso scultore Gian Lorenzo lascia traccia del suo operato non è giusto scoprirlo &#8220;casualmente&#8221;,  le foto di quattro opere presenti in Calabria, a Morano Calabro, sono una delle testimonianze del suo lavoro artistico. Le statue sono: <strong>San Pietro e Paolo, (1602) Santa Lucia, Santa Caterina d&#8217;Alessandria  (1592)</strong>. Giorgio Leone, per chi è del settore non c&#8217;è necessità di aggiungere,  <img class="alignright size-medium wp-image-1358" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/06/IMG_6971-copia-184x300.jpg" alt="IMG_6971 copia" width="184" height="300" />per chi non lo conosce è un professore realmente appassionato, ha ricoperto incarichi importanti ma non è tanto elencare un curriculum, quanto ribadire che la scelta adottata per questo testo è certamente la migliore per offrire uno sguardo alla storia nobile, artistica di una Regione, utile anche al turista che non sapendo o conoscendo molto poco (Calabria= Bronzi di Riace), può orientarsi e comprendere che prima di passare in Sicilia, attraversare la Calabria potrebbe essere fonte di scoperte interessanti. Non siamo bravi nel promuovere, ci siamo convinti che è colpa della politica, per molti versi può essere vero, per altri azzarderei il solito limite: la diffidenza ovvero se l&#8217;altro diventa promotore, sostenitore del luogo dove abito, certamente ci saranno interessi dietro di chissà quale misura. Una mente sgombra da dubbi e sospetti contribuirebbe a sua volta a &#8220;cantare&#8221;, &#8220;declamare&#8221;, &#8220;rispettare&#8221; la bellezza del luogo che lo ospita perchè forse abbiamo anche dimenticato che tutti siamo &#8220;custodi&#8221;, nessuno porterà con se, dopo questa vita, un grammo di materia. Liberiamoci dal senso di &#8220;Possesso&#8221;, abbracciamo il concetto del &#8220;Custodire&#8221;, vedremmo già a breve termine i primi risultati, a cominciare dalla voglia di &#8220;condividere&#8221; il bene che ci è stato tramandato nei secoli.</p>
<p>Luciana Vita</p>
<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/06/IMG_6980-copia.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>Alla ricerca del gusto di V. Curci &#8211; Falco Editore</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 17:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Papille gustative in Calabria]]></category>
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		<description><![CDATA[Stampato nel 2013, il mio acquisto parte dal titolo e comprendo che al suo interno sicuramente troverò notizie utili. E&#8217; una guida per cui il lettore che si accosta intravede la possibilità di fare chiarezza su quella che può essere l&#8217;identità di un territorio seguendo la via del gusto. Tanto per capirci, scorrendo l&#8217;indice, dopo una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1327" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/06/p268_1_00-242x300.jpg" alt="p268_1_00" width="242" height="300" />Stampato nel 2013, il mio acquisto parte dal titolo e comprendo che al suo interno sicuramente troverò notizie utili. E&#8217; una guida per cui il lettore che si accosta intravede la possibilità di fare chiarezza su quella che può essere l&#8217;identità di un territorio seguendo la via del gusto. Tanto per capirci, scorrendo l&#8217;indice, dopo una breve introduzione, si passa alle &#8220;Eccellenze&#8221; con un lungo elenco che, tra foto e dati precisi, ci permette di conoscere i punti forti disseminati; possiamo entrare anche in merito ai riconoscimenti di qualità, cosa e dove comprare, dove mangiare. Il testo è abbastanza recente quindi ciò che si legge trova riscontro reale.</p>
<p>A breve cucinerò il riso della piana di Sibari, (presente tra le Eccellenze), continuando, lentamente, la ricerca dei prodotti che ignoro ma che devo imparare a conoscere, non posso seguire pedissequamente le indicazioni pubblicitarie, sapere è potere ed io voglio poter scegliere. Noi, come tutte le civiltà, attraversiamo questo mondo soprattutto seguendo la via del gusto, non per abbracciare uno dei sette vizi capitali (GOLA) ma esclusivamente per &#8220;lodare&#8221; la grandezza del CREATO che ci nutre da quando l&#8217;uomo esiste sulla faccia della terra&#8230; E i calabresi questo lo sanno!</p>
<p>Luciana Vita</p>
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		<title>Le forme della festa &#8211; a cura di F. Faeta e A. Ricci</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2014 13:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il testo sfrutta molto bene i linguaggi non verbali perchè è ricco di foto e permette con il CD (69&#8217;36&#8221;) di poter ascoltare contenuti pertinenti al tema. Il titolo del libro si compone così: La settimana Santa in Calabria: studi e materiali &#8211; Le forme della festa- a cura di Francesco Faeta e Antonello Ricci [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/03/05-LE-FORME-DELLA-FESTA.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-958" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2014/03/05-LE-FORME-DELLA-FESTA-150x150.jpg" alt="05 LE FORME DELLA FESTA" width="150" height="150" /></a>Il testo sfrutta molto bene i linguaggi non verbali perchè è ricco di foto e permette con il CD (69&#8217;36&#8221;) di poter ascoltare contenuti pertinenti al tema. Il titolo del libro si compone così: <em>La settimana Santa in Calabria: studi e materiali &#8211; Le forme della festa- a cura di Francesco Faeta e Antonello Ricci &#8211; Edito da squi(libri).</em> Lo studio viene svolto sul territorio regionale da più antropologi prendendo in esame tanti paesi, tutte e cinque le Provincie, distinguendo i luoghi della ricerca in feste rilevate e feste  studiate, quest&#8217;ultime per un numero di dieci. I paesi presi in esame seguendo l&#8217;indice indicato dal testo sono: Verbicaro, Laino Borgo, Cassano Ionio, Savelli, Mesoraca, Nocera Terinese, Settingiano, Dasà, Stilo, Caulonia. Il contenuto iconografico è di grande spessore; è un pezzo di storia regionale da leggere, vedere, ascoltare. Sono già trascorsi sette anni dalla pubblicazione, le 420 pagine in parte le ho lette, confesso di aver guardato con maggiore attenzione le foto, l&#8217;audio ha un suo perchè ma confesso che essendo delle registrazioni autentiche non è semplice seguire fino in fondo tutti i ventotto passaggi, non è un CD musicale, arcaiche le musiche, testi da seguire attentamente, quasi incomprensibili, un dialetto autentico, tipico del paese studiato, grande fascino ma certamente per gli addetti ai lavori. Materiale che non sarà più riproposto dal vivo, registrazioni che manterranno un valore documentaristico unico.</p>
<p>Alla parola &#8220;<strong>Antropologia</strong>&#8221; corrisponde il significato: studio dell&#8217;uomo, delle sue caratteristiche, del suo comportamento; la bellezza del libro è dettata dalla ricchezza di dati che riguardano la popolazione calabrese dando una visione d&#8217;insieme seguendo la via più umana, quindi più autentica, ritrovando nello studio condotto l&#8217;essenza di un popolo che riconosce la sua natura contadina, una religiosità semplice. Leggere il libro è probabilmente l&#8217;ingresso dentro un mondo che ha preso le distanze dal terzo millennio, si può ignorare, volendo,  perdendo l&#8217;occasione di riprendersi un pezzo della storia umana calabrese.</p>
<p>Luciana Vita (Tutti i diritti sono riservati)</p>
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