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	<title>Senocrito Postcard New &#187; Senocrito Postcard New &#187; Scuola e arte: i ragazzi scrivono, disegnano e condividono</title>
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	<description>Il messaggio dell&#039;Accademia Senocrito</description>
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		<title>Lappano: come ti decoro l&#8217;albero di Natale?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 16:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Naturarte]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e arte: i ragazzi scrivono, disegnano e condividono]]></category>

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		<description><![CDATA[Estetica del recupero e del riuso, una frase &#8220;impegnativa&#8221;, potremmo osservare, eppure, applicata quotidianamente  capiremmo i vantaggi. Aprirsi al territorio, chiedere &#8220;aiuto&#8221;, sapere che sono proprio i più piccoli a realizzare i segni di bontà, colorandoli con l&#8217;energia che li caratterizza. I piccoli del proprio territorio e i ragazzi vicini, silani che, se non possono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2593" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/80020552_2489310914642627_9116948983552409600_o.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2593" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/80020552_2489310914642627_9116948983552409600_o-150x150.jpg" alt="Nel centro Storico di Lappano, in piazza, i i colori  del mattino dicembrino" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Nel centro Storico di Lappano, in piazza, i colori del mattino dicembrino</p></div>
<p>Estetica del recupero e del riuso, una frase &#8220;impegnativa&#8221;, potremmo osservare, eppure, applicata quotidianamente  capiremmo i vantaggi. Aprirsi al territorio, chiedere &#8220;aiuto&#8221;, sapere che sono proprio i più piccoli a realizzare i segni di bontà, colorandoli con l&#8217;energia che li caratterizza. <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/IMG-20191215-WA0010.jpg"><img class="alignright wp-image-2598 size-thumbnail" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/IMG-20191215-WA0010-150x150.jpg" alt="Decoriamo l'albero" width="150" height="150" /></a>I piccoli del proprio territorio e i ragazzi vicini, silani che, se non possono raggiungerti, si mettono a disposizione realizzando a scuola il loro contributo.  A questo punto l&#8217;antefatto vede un sindaco che  &#8220;azzarda&#8221; una richiesta di collaborazione ed una Dirigente che  risponde favorevolmente vista la disponibilità della docente. La  Dott.ssa Rosa Maria Paola Ferraro, dirigente dell&#8217;Istituto Comprensivo  Statale Spezzano della Sila &#8211; Celico ed il sindaco di Lappano Arch. Angelo Marcello Gaccione , aprono un dialogo dove i protagonisti sono i preadolescenti dei tre plessi: Celico, Spezzano della Sila e Camigliatello silano.<a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/79367022_2488682998038752_3615876796920102912_n.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2589" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/79367022_2488682998038752_3615876796920102912_n-150x150.jpg" alt="Angelo annunciatore - anni 12" width="150" height="150" /></a> I cartoncini nascono dal recupero della carta, realizzati a scuola, si decorano con forme e colori inerenti al periodo, nella libertà creativa, arrivando a realizzarne quasi 40 pezzi, utilizzando diverse tecniche ( matite colorate, acquerello, tempera, pennarelli, decoupage). Nella corretta interazione tra adulti e ragazzi, ciascuno con il proprio ruolo, si giunge a <img class=" size-thumbnail wp-image-2591 alignright" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/79888055_2488682944705424_6502455622854770688_n-150x150.jpg" alt="Cuore pulsante - anni 13" width="150" height="150" />rispondere alla domanda: come ti decoro l&#8217;albero? Le figure istituzionali, i coltivatori di sogni: adulti del posto che vedono oltre, con specifiche competenze, in grado di valorizzare l&#8217;operato dei ragazzi, innescano un meccanismo virtuoso che porta ad un risultato. Nel recuperare, trasformando la carta, nel riusare vecchie decorazioni, nel guardare altri materiali con creatività, tutto si concretizza <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/80823452_2488683191372066_2617380862915772416_n.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2595" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/80823452_2488683191372066_2617380862915772416_n-150x150.jpg" alt="love green" width="150" height="150" /></a>rispettando poche regole estetiche, perché la bellezza non lascia indifferenti. Un albero datato &#8220;Natale 2019&#8243; che vede diversi attori protagonisti, meritevoli di plauso per aver saputo coniugare sapienza creativa adulta ed energia creativa vitale tipica dei fanciulli/ragazzi.</p>
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		<title>di Francesco Reale (Celico &#8211; anni 13): Visita alla Pinacoteca di Brera</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 14:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e arte: i ragazzi scrivono, disegnano e condividono]]></category>

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		<description><![CDATA[VISITA ALLA PINACOTECA DI BRERA &#8211; Una giornata indimenticabile è stata quella del 30 novembre 2019, non solo perché festeggiavo il mio tredicesimo compleanno, ma perché mio papà mi ha regalato, per l’occasione, la visita alla Pinacoteca di Brera di Milano. Eravamo a Milano da alcuni giorni per altri motivi. Siamo usciti di casa presto e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>VISITA ALLA PINACOTECA DI BRERA &#8211; Una giornata indimenticabile è stata quella del 30 novembre 2019, non solo perché festeggiavo il mio tredicesimo compleanno, ma perché mio papà mi ha regalato, per l’occasione, la visita alla Pinacoteca di Brera di Milano.</p>
<p>Eravamo a Milano da alcuni giorni per altri motivi. Siamo usciti di casa presto e prendemmo la metropolitana che ci portò fino alla fermata Cairoli. Uscita dalla metropolita ci venne di fronte il maestoso Castello Sforzesco di Milano, che ho già avuto modo di visitare, in altre occasioni, i numerosi musei presenti tra cui quello degli strumenti musicali antichi che mi ha particolarmente destato curiosità. Dopo aver scattato alcune foto all’imponente castello ci siamo messi in cammino direzione Palazzo Brera. Dopo circa 10 minuti siamo arrivati davanti al prospetto principale del palazzo. La facciata è abbastanza grande, per certi versi mi ha ricordato Palazzo Pitti di Firenze che ho visitato due anni fa. Appena siamo entrati, abbiamo visto una grande e bellissima statua in bronzo disposta nell’ampio cortile del palazzo ed abbiamo appreso da una guida del museo, che il palazzo era stato progettato dall’architetto italiano Francesco Maria Richini e costruito nel XVII secolo per ospitare il collegio della compagnia di Gesù e che la statua ritraeva Napoleone. Al suo interno si trovano anche il Giardino Botanico di Milano, l’Osservatorio Astronomico, la Biblioteca Nazionale Braidense e l’Accademia delle Belle Arti. Dal cortile attraverso due ampie rampe di scale siamo saliti al primo piano del palazzo dove si ha l’accesso alla biglietteria. Dopo aver fatto una lunga fila alla biglietteria, finalmente abbiamo iniziato il percorso nelle varie stanze della Pinacoteca, tutte numerate con i numeri romani. Appena entrati nella prima sala vi era la statua di Antonio Canova che ritraeva Napoleone Bonaparte Imperatore identica a quella esterna situata nel cortile. La statua in gesso era imponente, probabilmente nell’ambiente in cui si trovava, mi dava l’impressione di essere ancora più grande di quella in bronzo situata nel cortile. Ho avuto subito la sensazione che non mi sarei pentito a visitare la galleria d’Arte.</p>
<p>La Pinacoteca è molto curata e organizzata…in ogni sala corrispondono determinate opere che risalgono ai vari periodi storico-artistici e tutto era riportato su una brochure illustrativa che abbiamo acquisito all’ingresso del Palazzo.</p>
<p>Abbiamo visitato tutte le stanze della pinacoteca e ci siamo soffermati, anche fotografandole, su alcune opere che avevo già studiato in Educazione Artistica e su alcune che mi hanno particolarmente incuriosito. Le opere che mi hanno trasmesso più emozioni sono state, oltre alla statua di gesso di Antonio Canova, che per certi versi mi ha ricordato la statua del David di Michelangelo conservata nella Galleria dell’Accademia a Firenze:</p>
<ul>
<li>il BACIO di Francesco Hayez</li>
<li>CRISTO MORTO di Andrea Mantegna</li>
<li>CENA in EMMAUS di Caravaggio (Michelangelo Merisi)</li>
<li>SPOSALIZIO della VERGINE di Raffaello Sanzio</li>
<li>CRISTO alla COLONNA di Donato Bramante</li>
<li>FRUTTIVENDOLA di Vincenzo Campi</li>
<li>TESTA di TORO di Pablo Picasso</li>
<li>una MADRE AFFIDA I SUOI FIGLI A CRISTO di Mattia Preti</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Immerso nella Pinacoteca mi sembrava di essere salito su una DeLorean (la macchina del tempo)…osservando le varie opere mi sembrava di scorgere l’artista mentre dipingeva. E mi chiedevo come quelle opere abbiano viaggiato nel tempo, fino a quel momento, dove “riposano tranquillamente” sulle spesse mura della Pinacoteca di Brera e dove vengono osservati da centinaia di persone al giorno.</p>
<p>Quando osservavo attentamente alcuni quadri mi sembrava di perdermi nel tempo e nella fantasia e nelle storie dei protagonisti.</p>
<p>A volte, inoltre, mi sembrava quasi che le figure raffigurate dagli artisti come: Raffaello Sanzio, Mattia Preti, Picasso, Tintoretto, Bellini, ecc. mi parlavano e mi raccontavano la loro storia e di come erano stati impressi su quelle tele… senza tempo!</p>
<p>Dopo circa tre ore di visita nella pinacoteca era giunta l’ora del pranzo, non mi sono accorto che il tempo è volato via…resta un bel ricordo legato al compimento del mio tredicesimo compleanno.</p>
<p>Di seguito riporto alcune delle mie foto ricordo con le relative piccole descrizioni delle opere riprese su internet e sui libri di Arte.</p>
<ul>
<li><em>DESCRIZIONE DELLE OPERE scelte •</em></li>
</ul>
<p><em><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2574" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/Il-bacio-150x150.png" alt="Il bacio" width="150" height="150" />IL BACIO di Francesco Hayez</em><em>: </em><em>gran parte dello sfondo de il bacio quadro è occupata da un muro in mattoni che si alterna con una parete più liscia, e spostando lo sguardo più a sinistra, si può notare un piccolo arco gotico, sorretto da una colonna sottile.<br />
Il bacio che si scambiano i due protagonisti è al centro della scena, ed attira completamente l’attenzione dello spettatore: l’uomo, trattiene, e contemporaneamente avvicina con le sue mani, il volto della donna al suo, e dall’altra parte, la donna, si lascia coinvolgere dalla passione dell’uomo stringendosi a quest’ultimo, tenendolo per la spalla.<br />
Inoltre si può notare che l’uomo poggia un piede sul grande scalino sulla destra, facendo in modo di sollevare la propria mantella e lasciando intravedere l’elsa di un pugnale.<br />
La presenza dell’arma nell’equipaggiamento dell’uomo, vista insieme alla presenza di un terzo individuo nella composizione (l’ombra che si vede nella parte bassa dell’arco sulla sinistra della tela), potrebbe indicare che quest’ultimo possa essere un nemico del protagonista, o, più semplicemente, una domestica che assisteva segretamente alla scena.<br />
La posizione dell’uomo lascia presupporre che sia in procinto di andare via e di abbandonare la sua amata.</em></p>
<p><img class=" size-thumbnail wp-image-2576 alignright" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/Senza-titolo-150x150.png" alt="Cristo morto" width="150" height="150" />CRISTO MORTO di Andrea Mantegna: <em>Cristo è sdraiato sulla pietra dell’unzione, semicoperta dal sudario, e la presenza del vasetto degli unguenti in alto a destra dimostra che è già stato cosparso di profumi. Mantegna strutturò la composizione per produrre un impatto emotivo, con i piedi di Cristo proiettati verso lo spettatore. Tuttavia in questo dipinto l&#8217;artista non segue alla perfezione le regole della prospettiva. A sinistra, compresse in un angolo, si trovano tre figure dolenti: la Vergine Maria che si asciuga le lacrime con un fazzoletto, San Giovanni che piange e tiene le mani unite e, in ombra sullo sfondo, la figura di una donna che si dispera, in tutta probabilità Maria Maddalena</em>.</p>
<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/Cena-in-Emmaus.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2578" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/Cena-in-Emmaus-150x150.png" alt="Cena in Emmaus" width="150" height="150" /></a>CENA in EMMAUS di Caravaggio: <em>la composizione della scena è estremamente semplice e scura, con pochi oggetti sul tavolo che creano profonde ombre. Rispetto alla tela giovanile, il momento qui raffigurato è successivo, in quanto il pane appare sulla tavola già chiaramente spezzato. Caravaggio vuole evidentemente rappresentare il momento del congedo. Nell’opera compaiono solo pochi elementi poveri e dimessi: il pane, la brocca dell&#8217;acqua, due semplici piatti. Qui la resa più sommaria contribuisce a focalizzare l&#8217;attenzione sul forte contenuto emotivo del soggetto, che colpisce fortemente lo spettatore non più distratto dalla minuzia dei particolari .Il Cristo di Brera non ha più nulla a che vedere con quello androgino di Londra: qui è un uomo stanco, col viso profondamente segnato dal dolore e dalle fatiche. Con quest&#8217;opera, Caravaggio inaugura quello che sarà l&#8217;ultimo periodo della sua vita, caratterizzato dalla notevole riduzione dei personaggi che sembrano quasi ritirarsi a favore dello spazio, e dalla progressiva drammatizzazione della luce, non più potente come negli anni romani, ma più scura.</em><em> </em></p>
<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/Sposalizio-della-Vergine.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2579" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/Sposalizio-della-Vergine-150x150.png" alt="Sposalizio della Vergine" width="150" height="150" /></a>SPOSALIZIO della VERGINE di Raffaello Sanzio: <em>Al centro, in primo piano, puoi immediatamente riconoscere i 2 protagonisti, Maria e Giuseppe che stanno per essere uniti in matrimonio da un sacerdote vestito scuro e con una lunga barba. Con un gesto molto tenero, il sacerdote prende le mani dei novelli sposi e sta per rendere la funzione ufficiale facendo mettere l’anello nuziale al dito di Maria. Per la realizzazione di quest’opera, Raffaello tiene conto di tutti i dettagli narrati nel testo originale: ad esempio, puoi vedere che alle spalle della Vergine ci sono soltanto donne, e, allo stesso modo, dietro l’uomo della Vergine, ci sono soltanto degli uomini con dei bastoni tra le mani. </em></p>
<p><em><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/Cristo-alla-colonna.png"><img class=" size-thumbnail wp-image-2580 alignright" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/Cristo-alla-colonna-150x150.png" alt="Cristo alla colonna" width="150" height="150" /></a>C</em>RISTO alla COLONNA di Donato Bramante: <em>L&#8217;opera mostra Cristo legato alla colonna e con sul capo una corona di spine prima della flagellazione, proiettato vicinissimo allo spettatore, come in un contatto quasi diretto, eliminando i tradizionali flagellanti. Questa vicinanza suscita nello spettatore un forte impatto emotivo, accentuando la già struggente scena creando, nel complesso, un&#8217;atmosfera di fortissima tensione psicologica. Ancor più i dettagli, come la corda che penzola dal collo del Cristo, contribuiscono a creare quella notevole apprensione emotiva che scaturisce dall&#8217;intera composizione. Alcuni dettagli rimandano all&#8217;influenza di Leonardo, quali lo studio delle potenzialità espressive del volto, oppure alcuni particolari di estremo realismo come le carni strette dalle corde o le lacrime trasparenti. Sul davanzale è appoggiata una pisside dorata, un rimando all’eucarestia, che palesa il senso del sacrificio di Cristo. Non manca chi attribuisca l&#8217;opera più a Bramantino che a Bramante. </em></p>
<p><em> <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/Fruttivendola.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2581" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/12/Fruttivendola-150x150.png" alt="Fruttivendola" width="150" height="150" /></a></em><em>FRUTTIVENDOLA di Vincenzo Campi</em><em>: i</em><em>l dipinto raffigura una fruttivendola nell&#8217;atto di mostrare all&#8217;osservatore la propria mercanzia, in particolare protende verso lo spettatore un grappolo di uva nera. Sullo sfondo, a sinistra, un giovane è salito sui rami di un frondoso albero per coglierne i frutti, mentre a terra una donna raccoglie altri frutti sul terreno. Sulla destra il paesaggio si estende fino a perdersi in un villaggio ai piedi di monti velati di nebbia. </em><em>( Scritto da Francesco Reale &#8211; foto di Francesco Reale)  </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Tratti d’inganno&#8221; &#8211; Piccolo teatro Università della Calabria Spettacolo per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado &#8211; recensione dei ragazzi</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 22:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Passaggi in Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e arte: i ragazzi scrivono, disegnano e condividono]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 15 novembre, tutti noi, ragazzi della seconda media dell’Istituto Comprensivo SPEZZANO SILA – CELICO, ci siamo “sommersi” nel mondo della recitazione”. Abbiamo assistito allo spettacolo: “tratti d’inganno”, tre storie divertenti e con un grande significato. Gli attori, alle prese con questi testi, erano chiamati a “viaggiare verso personaggi diversi”. Cambiavano i loro costumi sulla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/11/75564617_2459616800945372_3783321796376264704_n.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2563" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/11/75564617_2459616800945372_3783321796376264704_n-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il 15 novembre, tutti noi, ragazzi della seconda media dell’Istituto Comprensivo SPEZZANO SILA – CELICO, ci siamo “sommersi” nel mondo della recitazione”.</p>
<p>Abbiamo assistito allo spettacolo: “tratti d’inganno”, tre storie divertenti e con un grande significato.</p>
<p>Gli attori, alle prese con questi testi, erano chiamati a “viaggiare verso personaggi diversi”.<a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/11/75266234_2459616747612044_5022727776067649536_n.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2561" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/11/75266234_2459616747612044_5022727776067649536_n-150x150.jpg" alt="75266234_2459616747612044_5022727776067649536_n" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Cambiavano i loro costumi sulla scena, a sipario aperto, avvolti nella musica ed erano solo tre, una donna e due uomini. La scenografia era scarna, pochi elementi illuminati e tutto il resto dello spazio risultava buio.</p>
<p>La sceneggiatura, divisa in tre parti, iniziava con “Pericolosamente”, una storia di violenza domestica che, per quanto potesse sembrare divertente per le battute simpatiche, ci ha fatto riflettere sulle donne che spesso non hanno il coraggio di dire ciò che pensano e ciò che subiscono. Seguiva poi: “Amicizia”, la storia di un uomo in fin di vita che sentiva il bisogno di riabbracciare per l’ultima volta i suoi vecchi amici. <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/11/75521643_2459616847612034_986260143408676864_n.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2562" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/11/75521643_2459616847612034_986260143408676864_n-150x150.jpg" alt="75521643_2459616847612034_986260143408676864_n" width="150" height="150" /></a>Un attore faceva la parte di un povero malato, l’altro, la parte dell’amico che, per renderlo felice, “vestiva” i panni di conoscenti del malato. Ultima scena: “gli occhiali neri”, storia di un uomo che aveva perso la vista a causa di una guerra e, per far felice sua moglie, fingeva di averla riacquistata. Una storia dove abbiamo riso di meno ma l’abbiamo compresa particolarmente. Lo spettacolo teatrale è una visione diversa, i messaggi presenti, la bravura degli attori ci hanno entusiasmato tanto da augurarci di poter ripetere l’esperienza.</p>
<p>2B – Celico</p>
<p>G.Granata – M. Lecce – A. Paese</p>
]]></content:encoded>
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		<title>di Floriana Scarpelli: Viaggio attraverso il libro&#8230; San Vitale</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 08:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e arte: i ragazzi scrivono, disegnano e condividono]]></category>

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		<description><![CDATA[Era una sera come tutte le altre. Dopo diedi la buonanotte e andai nella mia camera a dormire. I miei erano ancora in salone quando sentimmo suonare il campanello della porta. Mia madre si alzò dal divano e andò a vedere. Aprì la porta e vide il postino della nostra città. Egli consegnò a mia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1098.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2550" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1098-150x150.jpg" alt="IMG_1098" width="150" height="150" /></a>Era una sera come tutte le altre.<a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1099.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2553" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2019/09/IMG_1099-150x150.jpg" alt="IMG_1099" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Dopo diedi la buonanotte e andai nella mia camera a dormire. I miei erano ancora in salone quando sentimmo suonare il campanello della porta. Mia madre si alzò dal divano e andò a vedere. Aprì la porta e vide il postino della nostra città. Egli consegnò a mia madre una lettera così intestata: &#8220;per Floriana&#8221;; il postino salutò e mia madre chiuse la porta. Mia madre mi chiamò ed io andai subito in salone; mi consegnò la lettera ed io andai subito in cucina a prendere un paio di forbici, mi sedetti sul divano e lessi che avevo vinto un viaggio che mi permetteva di visitare la Basilica di San Vitale. Il giorno dopo mi svegliai alle sette del mattino perchè alle dieci dovevo partire ma non avevo preparato ancora niente. Alle nove finì di prepararmi, feci la valigia e mi avviai verso l&#8217;areoporto. Alle dieci in punto arrivò l&#8217;aereo ed io ed i miei genitori ci imbarcammo. Dopo due ore di volo finalmente arrivammo a San Vitale. All&#8217;aereoporto trovammo una guida che ci portò alla Basilica. Entrammo e la guida cominciò a descriverci quel capolavoro cominciando dalle date: VI d.C;  costruzione  iniziata nel 532 d.C,  finita nel 547 d.C. Dopo ci parlò della struttura indicandoci il portico addossato alla facciata della basilica chiamato &#8220;àrdica&#8221; e poi ancora altri elementi quale il presbiterio, l&#8217;abside.</p>
<p>Ci disse che c&#8217;era anche il diaconicon che è affiancato al presbiterio. Infine c&#8217;è il protesis che è la decorazione delle faccie. dopo aver visitato per bene la Basilica andammo in hotel a dormire. Il giorno dopo ci svegliammoa alle undici andammo a pranzare a mezzoggiorno e dopo andammo all&#8217;areoporto. Alle due e dieci minuti arrivo l&#8217;aereo ,che era in ritardo di quaranta minuti, ci imbarcammo perla seconda volta e dopo due ora di volo arrivammo all&#8217;areoporto della nostra cittàe andammo subito a casa. Io senza mangiare andai subito nel letto a coricarmi per caricarmi per la giornata successiva.<br />
P.S = ho viaggiato attraverso il libro.</p>
<p>Floriana Scarpelli /2°C &#8211; a.s. 2017/2018 &#8211; plesso di Camigliatello</p>
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		<title>di Gabriel Mihai e Daniele Gabriele:&#8221;Una mano tesa&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 18:53:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e arte: i ragazzi scrivono, disegnano e condividono]]></category>
		<category><![CDATA[matite acquerellate]]></category>
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		<description><![CDATA[Riflettere, raccontare, scrivere, disegnare: dato l&#8217;argomento questi 4 verbi elencati diventano concreti e, nonostante la sintesi, un pensiero diventa disegno. I volontari sono coloro che aiutano le persone nel momento del bisogno, spesso vittime di mali terribili che li consumano portandoli verso un destino irreversibile, tante volte, invece, persone che devono solo superare un momento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2449" style="width: 213px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/10/IMG_20171013_123733.jpg"><img class="size-medium wp-image-2449" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/10/IMG_20171013_123733-203x300.jpg" alt="cof" width="203" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;Una mano tesa &#8211; disegno con matite acquerellate &#8211; di Gabriel Mihai</p></div>
<p>Riflettere, raccontare, scrivere, disegnare: dato l&#8217;argomento questi 4 verbi elencati diventano concreti e, nonostante la sintesi, un pensiero diventa disegno.</p>
<p>I volontari sono coloro che aiutano le persone nel momento del bisogno, spesso vittime di mali terribili che li consumano portandoli verso un destino irreversibile, tante volte, invece, persone che devono solo superare un momento di difficoltà, per poi riprendere la vita di sempre. Una mano tesa verso l’altro può essere molto più preziosa di una “cassaforte” piena di oro!</p>
<p>Il disegno, simbolico, vuole “onorare” l’altruismo e la dedizione del lavoro che i volontari svolgono per la vita degli altri.</p>
<p>Disegno a matite colorate acquerellate di Gabriel Mihai &#8211; Scritto di Daniele Gabriele &#8211; 2 C/ a.s. 2017/2018</p>
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		<title>di Valeria D&#8217;Amico e Gabriel Mihai: Simboli e arte &#8211;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Oct 2017 20:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e arte: i ragazzi scrivono, disegnano e condividono]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest’anno siamo stati invitati per un’escursione ad osservare l’arte Romana del Medioevo, la prima fermata è stata a Ravenna, dove abbiamo visitato la Basilica di Sant’Apollinare. Il soffitto è in legno, a capriata, ha una pianta rettangolare allungata con una navata centrale, piú ampia, e due laterali; il peso della parte alta delle pareti è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/10/22140732_364381970654701_53612346_o.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2423" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/10/22140732_364381970654701_53612346_o-300x221.jpg" alt="simboli secondo il cristianesimo" width="300" height="221" /></a>Quest’anno siamo stati invitati per un’escursione ad osservare l’arte Romana del Medioevo, la prima fermata è stata a Ravenna, dove abbiamo visitato la Basilica di Sant’Apollinare. Il soffitto è in legno, a capriata, ha una pianta rettangolare allungata con una navata centrale, piú ampia, e due laterali; il peso della parte alta delle pareti è sostenuto da colonne e archi. Sia le pareti sia l’abside sono rivestite da mosaici e marmi preziosi, un’ampia gradinata delimita la zona dell’altare, riservata ai sacerdoti. La seconda settimana siamo andati a Roma a visitare l’Arcosolio destro della sala nord, affresco che si trova nelle catacombe di Via Latina. Esse erano nel Medioevo usate come cimiteri sotterranei. Abbiamo visto diversi affreschi come la Colomba che simboleggia l’anima, la pace e lo Spirito Santo, il Pavone, simbolo di vita eterna, dell’immortalità e della resurrezione, il Pesce e il Pesce con Paniere che indicano eucarestia e ricordano il miracolo della moltiplicazione del pane e del pesce, l’Ancora che simboleggia la croce ed il Monogramma del nome di Gesú. Il nostro viaggio finisce qua, è stata un’esperienza bellissima che non dimenticheremo mai.</p>
<p>(Disegno di Gabriel Mihai &#8211; modificato con l&#8217;app PRISMA)</p>
<p><strong>Valeria D&#8217;Amico &#8211; Gabriel Mihai  &#8211; 12 anni (classe 2° C – plesso di Camigliatello Silano – Istituto Comprensivo Spezzano della Sila) – a.s. 2017/2018</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>di Benedetta Rizzuti, autrice del racconto: La voce dell&#8217;Arte &#8211; viaggio nell&#8217;Arte Etrusca</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Oct 2017 13:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e arte: i ragazzi scrivono, disegnano e condividono]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Etrusca]]></category>
		<category><![CDATA[preadolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[Racconto]]></category>

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		<description><![CDATA[‘Bello… Bello… Questo no… Questo nemmeno… Ma dov’è il libro di arte? Ehm, eccolo, proprio in fondo stava.’ disse Benedetta tra sé e sé. “Graaa! L’ho trovato! Arrivo!” gridò la stessa sperando che l’amica rispondesse.                 “Ok! Muoviti però! Sono già le 18.00!” rispose Graziella. “Si,si, arrivo!” le disse [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>‘Bello… Bello… Questo no… Questo nemmeno… Ma dov’è il libro di arte? Ehm, eccolo, proprio in fondo stava.’ disse Benedetta tra sé e sé.</p>
<p>“Graaa! L’ho trovato! Arrivo!” gridò la stessa sperando che l’amica rispondesse.                 “Ok! Muoviti però! Sono già le 18.00!” rispose Graziella. “Si,si, arrivo!” le disse l’altra annoiata. Le due allora si misero a studiare quando… “Gra, non capisco nulla!”  “Beh, siamo in due!” le rispose ironica Graziella</p>
<p>“Graaa! Siamo a casa.” a chiamarla erano i suoi fratelli, Giuseppe e Andrei. “E chi se ne frega!” rispose Graziella, soprannominata Gra. “Scommetto che stavi studiando, anzi scommetto che c’è anche Benedetta.” disse Giuseppe. “Ma va!!” I due le raggiunsero in camera di Graziella,  magari per studiare, no, solo per disturbare. Dopo una buona mezzoretta di rumori fastidiosi, le due si ribellarono.</p>
<p>“BASTA!” gridarono all’unisono.“Non è possibile che appena arrivate cominciate a darci fastidio! Perché non andate un po’ a studiare? Magari quest’anno non vi bocciano!” disse Benedetta. “Sono d’accordo con codesta.” disse qualcuno di cui nessuno sapeva la presenza. “Chi ha parlato?” chiese Andrei  “Io”  “E tu chi sei?”- disse Giuseppe &#8211;</p>
<p>“Oh, chiedo umilmente scusa. Non ho condiviso con voi il mio semplice nome. Piacere, io sono La Voce Dell’Arte e sono presente in tutti i libri della magnifica, importante, emozionante, maestosa Arte. Voi due, miei cari fanciulli mi state dando l’impressione di essere dei trogloditi di prima categoria, un po’ di educazione prego!”</p>
<p>“Eh?” chiesero i due “E’ un linguaggio che i trogloditi non possono comprendere.” si vantarono Gra e Benedetta “Voi invece venite con me.”disse La Voce dell’Arte.</p>
<p>Una luce color oro uscì dal libro aperto e avvolse Gra e Beth. In un batter d’occhio si trovarono in un posto buio e angusto. “Do-Do-Dove siamo?” chiese Beth spaventata. “Oh, scusate.” All’improvviso si accese una luce, che accecò le due ragazze un po’ incuriosite e un po’ spaventate. Una ragazza bionda con gli occhi neri tese la mano verso le fanciulle. “Mi ripresento! Sono la Voce dell’Arte, per gli amici Afrodite o Afro.” La prima ad allungare la mano fu Beth, seguita da Gra. “Piacere noi siamo Benedetta e Graziella.”dissero “Precisamente, dove siamo?” continuarono. “Siete in una tomba a thòlos.”</p>
<p>“In una che?” &#8211; chiese Gra &#8211; “Uff! Possibile che devo sempre spiegarvi tutto io?” sbuffò Afrodite.</p>
<p>Benedetta e Gra si guardarono come per dire ‘questa ci teletrasporta in un posto a nostra insaputa e poi si lamenta pure! &#8211;  “Ho visto che stavate studiando l’Arte Etrusca e anche non molto bene, quindi ho pensato di porgervi il mio aiuto.” &#8211; Continuò &#8211;  “Ho fatto male?”  Le ragazze scossero la testa. “Bene, allora vi farò visitare le Necropoli, potete stare qui solo due ore e mezza, altrimenti vi avrei fatto vedere anche l’arco, i templi e le sculture. In poche parole vi farò da, quella che oggi voi chiamate, Guida Turistica. Per voi va bene?” disse Afro.</p>
<p>Gra e Beth un po’confuse le risposero “OK” all’unisono.</p>
<p>“Non vi vedo molto entusiaste, posso fare qualcosa per voi?”</p>
<p>“Potreste portare qui anche quei due ragazzi che erano in camera mia?” chiese Gra.</p>
<p>“Ehm, si, ok.” rispose “Aspettatemi qui.”</p>
<p>In due millesimi di secondo la voce dell’arte andò a prendere i due e li portò nella tomba.</p>
<p>“Ecco, ora possiamo partire?”</p>
<p>“Per an…” cominciò Giuseppe quando Afrodite lo zittì.</p>
<p>“Forza, Seguitemi!” li incitò.</p>
<p>“Su, dai! Iniziamo a camminare! Chi mi sa dire chi erano gli Etruschi?”</p>
<p>“Ma dove siamo, a scuola?” chiese Andrei</p>
<p>“Zitto e ascolta che qui tu non c’entri niente.” Gli rispose Afrodite acida</p>
<p>“Quindi me ne posso andare?” &#8211;  chiese lui nervoso &#8211; “Sai la Strada?”</p>
<p>“Ovvio che no.” &#8211; “Allora non ti puoi muovere, mi spiace. Se ti trova il mio popolo ti taglia la testa.” &#8211; Andrei sbuffò &#8211; “Ritornando a noi, chi mi sa dire chi sono gli Etruschi?”</p>
<p>“Gli Etruschi sono un popolo che tra il VI e il III secolo a.c. si stabilì nell’Italia centrale ma si estese anche in quella settentrionale e meridionale.” disse Benedetta</p>
<p>“Brava. Mi sai dire anche qualcosa sulle Necropoli?” le chiese Afro</p>
<p>“Ehm… Le Necropoli sono le città dei morti con tante tombe una attaccata all’altra.” Le rispose Gra &#8211; “Molto vaga e non del tutto giusta. Solo questo?” &#8211; “Beh non ricordo nient’altro.” &#8211; “Va bene. Qualcun altro?” &#8211; chiese Afrodite &#8211;</p>
<p>Nel corridoio che conduceva a tutte le tombe calò il silenzio &#8211; “Ho capito” &#8211; cominciò Afrodite &#8211;  “Nella civiltà etrusca è molto diffuso il culto dei morti, per questo le loro tombe assomigliano a vere e proprie case, con tutti gli oggetti che servono al defunto per continuare la sua vita nell’aldilà. Le tombe si dividono in tombe a thòlos o ipogèe e tombe a cumulo, inoltre tra il VI e il V secolo si diffondono le tombe a una o più camere. Quella in cui ci troviamo ora è una necropoli costituita da tombe ipogèe e come potete vedere alle pareti di ogni tomba troviamo vari affreschi. Volete aggiungere qualcosa?” continuò.</p>
<p>“Ehm, no. Hai già detto tutto tu”-  rispose Graziella &#8211; “Lo so, amo essere una ‘sotuttoio’” le disse con tono eccitato Afrodite.</p>
<p>I quattro si guardarono. “Ora vi farò visitare quattro tombe, che sono le più importanti, ovvero: la tomba degli àuguri, quella della caccia e della pesca, quella dei Leopardi e infine la tomba François. In ognuna di queste tombe c’è un affresco molto importante, e con la scusa vi spiego qualcosa sulla pittura etrusca. D’accordo?” disse Afrodite</p>
<p>“Abbiamo alternative?” &#8211; chiese Giuseppe &#8211; “No” &#8211; rispose Afrodite &#8211; “E allora che chiedi!” continuò Giuseppe. “Iniziamo col dire che gli Etruschi hanno l’abitudine di dipingere le pareti delle tombe e di questo li ringrazierete perché saranno le uniche testimonianze della loro pittura. Per produrre questi dipinti si usava una tecnica simile a quella per fare gli affreschi e non avevano uno scopo decorativo. La prima Tomba che andremo a visitare è la Tomba degli àuguri. Qualcuno sa dirmi cos’è o cosa è rappresentato sulle pareti della tomba?” spiegò Afrodite.</p>
<p>“Una festa di Compleanno?” &#8211; chiese Giuseppe &#8211; “Ahahah fra questa mi è piaciuta una cifra.” disse Andrei. Tutti si misero a ridere, tranne Afrodite, che li rimproverò:</p>
<p>“Ignoranti! Non capite l’arte! E poi è la tomba degli àuguri non degli augùri.”</p>
<p>Giuseppe e Andrei si irrigidirono, mentre Beth e Gra entrarono nella tomba per non sentire le sue urla e ridere indisturbate.</p>
<p>“Tornando all’arte… La tomba in questione misura 362 x 260 cm ed è alta 190 cm. Sulla parete di fondo è rappresentata al centro della scena, una porta che simboleggia il passaggio dalla vita alla morte però è chiusa. Ai lati della porta troviamo due àuguri, ovvero due sacerdoti che predicono il futuro.” spiegò Afro.<a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/10/00Senza-titolo.jpg"><img class="alignleft wp-image-2400 size-medium" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/10/00Senza-titolo-300x230.jpg" alt="Tomba Etrusca detta &quot;degli Auguri&quot;" width="300" height="230" /></a> “Ci possiamo fare un selfie?” chiese Gra. “Un che?” chiese confusa la Guida. “Un autoscatto, una foto in cui si vede solo la faccia della persona in questione e lo sfondo.”</p>
<p>“Ehm…un ritratto?” &#8211; “Tipo, &#8230;solo che il ritratto è un disegno, un dipinto, una scultura,  il selfie è una foto da far vedere sui social.” &#8211; “Mi spiace ma sono rimasta al III secolo a.c.”</p>
<p>“Ok, ci facciamo un selfie e poi andiamo avanti.” disse Beth ponendo fine al discorso.</p>
<p>*FLASH*   “Ok, continuiamo…” disse Afro. E si diressero verso la Tomba della caccia e della pesca.  “Eccoci. Questa tomba misura 332 x 332 cm con un’altezza di 200 cm. Ed è realizzata con uno stile più antico di quello delle altre due tombe che dobbiamo ancora vedere. Nella scena sono raffigurati dei pescatori presi nella loro attività. Fate il vostro selfie di rito e andiamo avanti…” continuò. <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/10/Senza-titolo.jpg"><img class="alignright wp-image-2401 size-medium" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/10/Senza-titolo-300x208.jpg" alt="Tomba Etrusca detta: &quot;della caccia e della pesca&quot;" width="300" height="208" /></a></p>
<p>Finita la spiegazione si diressero verso la tomba dei leopardi. “In questa tomba è raffigurata una scena di vita, ovvero una scena in cui gli amici e i parenti cenano o pranzano col defunto nel Triclinio. È una delle prime tombe le cui pareti raffigurano banchetti, che fanno capire quanto sia importante il cibo per gli Etruschi, come per ogni altro popolo ma anche l’importanza dell’amicizia e della famiglia già nel III secolo a.c. Domande?” &#8211; disse Afrodite.<a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/10/02Senza-titolo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2402" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/10/02Senza-titolo-300x133.jpg" alt="Tomba dei Leopardi" width="300" height="133" /></a> Gra e Beth scossero il capo, mentre Andrei e Giuseppe giocavano a calcetto con un oggettino di legno trovato a terra.</p>
<p>“MA COSA STATE FACENDO? Anzi, non lo voglio sapere, fate un altro passo falso e vi chiudo in un sarcofago! CHIARO?” &#8211; disse Afro, dopo averli notati. “Limpido!” &#8211;  le risposero i due impauriti. “Siamo quasi arrivati alla fine del nostro tour e volevo ringraziarvi per avermi seguito. Stiamo per giungere alla Tomba François, una delle tante dove troviamo dipinte alcune scene della mitologia greca. Dobbiamo camminare solo un altro po’.”Camminarono per altri dieci minuti, quando si trovarono davanti ad una bellissima tomba.</p>
<p>“Questa è la Tomba François, chiamata così dal nome del suo scopritore. Sulle pareti è raffigurata la scena in cui Achille uccide i prigionieri troiani per vendicare la morte di suo cugino Patroclo, ucciso in Battaglia da Ettore, nell’Iliade.” <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/10/03Senza-titolo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2405" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/10/03Senza-titolo-300x163.jpg" alt="Tomba Francois" width="300" height="163" /></a> Tutti scoppiarono in un applauso.</p>
<p>“E’ qui che si conclude il nostro viaggio. Volevo solo mettervi al corrente di un paio di cose. Prima di tutto volevo avvisarvi che non siete tornati indietro nel tempo, ma siete nel vostro libro di arte. Io sono un Fantasma, per questo infesto i libri degli studenti.” concluse Afro. “Sei stata bravissima, grazie di tutto.” disse Beth.</p>
<p>“Grazie. Forza, ora datevi le mani!” e afferrò Graziella e Benedetta dai polsi, che, a loro volta, si agganciarono al polso di Giuseppe e Andrei. Pochi secondi e si trovarono tutti e quattro in camera di Gra (Graziella).</p>
<p>“Addio Ragazzi!” gridò il libro.   “Addio Afro!”</p>
<p><strong>Benedetta Rizzuti &#8211; 12 anni (classe 2° C &#8211; plesso di Camigliatello Silano  &#8211; Istituto Comprensivo Spezzano della Sila) &#8211; a.s. 2017/2018</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fantasia e informazioni, leggere e giocare con il pensiero creativo</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Sep 2017 10:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e arte: i ragazzi scrivono, disegnano e condividono]]></category>
		<category><![CDATA[preadolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Sila]]></category>

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		<description><![CDATA[Scoprire il valore di un libro senza avvertire il peso in tutti i suoi aspetti: dalla carta al costo a ciò che vi è contenuto tra le sue righe stampate. Anche se arricchito da molteplici immagini a colori non sempre si trova la spinta per una lettura consapevole. Le strategie possono partire leggendo le esperienze [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2349" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/09/21762557_361817434244488_6851885867626041925_o.jpg"><img class="wp-image-2349 size-medium" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/09/21762557_361817434244488_6851885867626041925_o-300x300.jpg" alt="Albero dell'amicizia" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Tecnica mista &#8211; immagine modificata con l&#8217;app PRISMA &#8211; simbologia che vede nei tre grandi rami le tre classi e nelle foglie personalizzate, i nomi di ciascun allievo.</p></div>
<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/09/21919379_362041260888772_611615025_n.jpg"><img class="alignright wp-image-2355 size-thumbnail" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/09/21919379_362041260888772_611615025_n-150x150.jpg" alt="classe prima" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/09/21919503_362041234222108_1830825_n.jpg"><img class="alignleft wp-image-2356 size-thumbnail" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/09/21919503_362041234222108_1830825_n-150x150.jpg" alt="classe terza" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/09/21935237_362041237555441_990313969_n.jpg"><img class="alignright wp-image-2357 size-thumbnail" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2017/09/21935237_362041237555441_990313969_n-150x150.jpg" alt="classe seconda" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Scoprire il valore di un libro senza avvertire il peso in tutti i suoi aspetti: dalla carta al costo a ciò che vi è contenuto tra le sue righe stampate. Anche se arricchito da molteplici immagini a colori non sempre si trova la spinta per una lettura consapevole. Le strategie possono partire leggendo le esperienze di altri docenti che hanno trovato nella sperimentazione, pratiche soluzioni per una didattica creativa, capace di accelerare il processo di  soluzioni che coniugano contenuti preesistenti con i bisogni concreti dei ragazzi.  Questa nuova categoria, &#8220;Scuola e Arte&#8221;, viene inaugurata nell&#8217;anno scolastico 2017/18, coinvolgendo tutti i ragazzi che sentono tale invito come occasione per raccontare e raccontarsi,  trovando  nella scrittura e nel disegno modalità espressive personali e ricche di energia, quella dei preadolescenti di un territorio meraviglioso, ai piedi della Sila e dentro di essa dove la Natura merita una protezione maggiore rispetto a ciò che, purtroppo,  non sempre riusciamo a garantire.  Luciana Vita</p>
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