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	<title>Senocrito Postcard New &#187; Senocrito Postcard New &#187; Ceramica Ditto A.</title>
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	<description>Il messaggio dell&#039;Accademia Senocrito</description>
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		<title>Seminara, le ceramiche Ditto e Cosenza</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2015 15:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfogliando]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini e Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Ceramica Ditto A.]]></category>
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		<description><![CDATA[La fiera di San Giuseppe e Seminara? Sicuramente c&#8217;è legame, vicinanza anche fisica perchè ogni anno i ceramisti di Seminara, con le loro botteghe attive cercano il contatto con la città Bruzia non per arricchirsi ma per portare forme e colori, note di vita che da un paese del basso tirreno si espandono per abbracciare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/Ceramica-Ditto-Antonio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1826" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/Ceramica-Ditto-Antonio-300x161.jpg" alt="Ceramica Ditto Antonio" width="300" height="161" /></a>La fiera di San Giuseppe e Seminara?</p>
<p>Sicuramente c&#8217;è legame, vicinanza anche fisica perchè ogni anno i ceramisti di Seminara, con le loro botteghe attive cercano il contatto con la città Bruzia non per arricchirsi ma per portare forme e colori, note di vita che da un paese del basso tirreno si espandono per abbracciare il territorio calabrese. Certo è anche commercio, di quello che un tempo creava dei veri e propri scambi culturali<img class="alignright wp-image-1831" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9429-copia-300x195.jpg" alt="Pesce e Riccio di Antonio Ditto" width="243" height="158" />, si attendeva la precisa circostanza perchè si sapeva che quella &#8220;fiera&#8221; offriva l&#8217;opportunità a molti di trovare cose che nei negozi non era possibile trovare. La mia valutazione nel 2015 forse è troppo romantica: leggo la loro presenza come un dono per gli occhi, certo non è un momento buono per comprare, i soldi servono per l&#8217;ordinaria amministrazione e a volte non bastono, però non posso non pensare che dietro quelle ceramiche c&#8217;è qualcosa che va oltre il semplice oggetto. La mia radice poco centra con Seminara, identifico però in quelle forme e nell&#8217;uso dei colori la mia Regione perchè ho bisogno di cercare ciò che ci contraddistingue per rafforzare la mia visione &#8220;identificativa&#8221;: quale traccia chiara e precisa ci appartiene in quanto calabresi? La ceramica di Seminara è una di queste tracce. Nel cercare con determinazione un libro (riuscendoci attraverso l&#8217;acquisto per posta), dal titolo <strong>&#8220;Seminara &#8211; dall&#8217;arte dei pignatari alla ceramica d&#8217;arte&#8221;</strong> &#8211; ho provato una grande gioia sfogliando la parte iconografica perchè raccoglie il meglio della produzione artistica di illustri ceramisti del luogo, molti dei quali defunti. <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9434-copia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1838" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9434-copia-194x300.jpg" alt="IMG_9434 copia" width="194" height="300" /></a>Antonio Ditto porta il nome di suo nonno perchè nella sezione dedicata a questa famiglia c&#8217;è a pag. 250 &#8220;Ditto Antonio &#8211; 1890/1973&#8243;, la foto è una bottiglia antropomorfa conservata nel Museo Etnografico Raffaele Corso di Palmi. Quello che ho conosciuto io è il nipote? Penso di si, suo padre è Domenico, ceramista anch&#8217;egli, una famiglia che porta avanti, ognuno seguendo il proprio percorso, la  tradizione che si muove tra oggetti di uso quotidiano e pezzi artistici perchè tutti eseguiti, dalla modellazione alla colorazione, in modo unico e personale. I cognomi storici a Seminara sono tanti, i Condurso, i Ferraro, il libro continua facendo vedere le opere di Vincenzo Antonio Latino, Natale Russo, Antonio Jemma, &#8230;</p>
<p>Il particolare della brocca mette in evidenza il richiamo antropomorfo che Ditto ripete nel riccio e nel pesce, maschere espressive che, come lui stesso dice, sembra che vogliano parlare alla persona che li osserva incuriosita.E&#8217; una nota ricorrente nelle ceramiche di Seminara, senza dimenticare gli effetti pittorici su una argilla che con orgoglio viene rivendicata come &#8220;propria&#8221;; alla domanda se ancora usate l&#8217;argilla del posto, la risposta è SI, del resto basta osservare le parti lasciate visibili ed ecco apparire quel colore, inconfutabile. <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/Pesce-particolare-di-A.-Ditto.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1842" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/Pesce-particolare-di-A.-Ditto-165x300.jpg" alt="Pesce - particolare di A. Ditto" width="165" height="300" /></a>Nel particolare fotografato, della &#8220;Fiasca ittiomorfa&#8221; emerge uno sguardo altrettanto magico &#8211; fantastico, scegliendo il bianco e nero volutamente per concentrare l&#8217;attenzione sulla modellazione antropomorfa. Dal libro estrapolo un passaggio che trovo interessante a proposito della forma: <em>&#8220;Nel catalogo della Mostra di Etnografia del 1911 si trovano segnalate queste &#8220;borracce&#8221; a forma di pesce, che sono il distintivo rituale dei pellegrini nella fiere di San Rocco di Rosarno. Il significato del rito sacro è chiaro, quando si consideri che nel culto e nelle manifestazioni religiose del popolo ricorre la figura del pesce che fu simbolo dei primi cristiani&#8221;.</em></p>
<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9437-copia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1846" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9437-copia-300x283.jpg" alt="IMG_9437 copia" width="300" height="283" /></a>Il riccio ha valenza apotropaica, con i suoi numerosi aculei scaccia i mali, li tiene a distanza&#8230; E&#8217; il padre Domenico che afferma di aver apportato per primo una modifica a questo modello tradizionale aggiungendo il musetto ed il naso.</p>
<p>A pag. 123 leggo e scrivo: <em>&#8220;Il colore verde ramina ed il blu cobalto esprimono la dimensione della natura e del cielo; ma è il giallo arancio il vero colore dell&#8217;espressione di Seminara: la terra gialla delle messi, la fiamma gialla generatrice dei raggi solari. Ma esso è soprattutto il colore violento, forte delle pulsioni; nell&#8217;universo contadino non vi è mediazione alla grevità della fatica, le istintualità dell&#8217;inconscio allora emergono gialle ed accecanti la ragione.&#8221;</em></p>
<p>Queste poche tracce, tra immagini e parole, per me stessa e per chi, affascinato dalle forme e dai colori, sentisse il bisogno di capire con la ragione e con l&#8217;istinto la bellezza di questa ceramica che tocca le corde emotive, quelle che dovremmo imparare a &#8220;suonare&#8221; facendo leva sull&#8217;allenamento che i linguaggi non verbali ci offrono, sempre per una nostra necessità di vita, alimentando quel legame tra noi e la Terra che occupiamo.</p>
<p>PS: i pezzi fotografati singolarmente sono stati acquistati, sostenere l&#8217;artigianato artistico quando è possibile!</p>
<p>Luciana Vita</p>
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