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	<title>Senocrito Postcard New &#187; Senocrito Postcard New &#187; Cosenza</title>
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	<description>Il messaggio dell&#039;Accademia Senocrito</description>
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		<title>900 e terzo millennio, Giuseppe Filosa a Cosenza</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2015 11:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini e Arte]]></category>
		<category><![CDATA[bottega d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Novecento]]></category>
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		<description><![CDATA[Se voglio respirare le atmosfere di una bottega d&#8217;arte che mantenga il fascino del 900 mi devo recare lungo Corso Telesio, a Cosenza e cercare Giuseppe Filosa. Artista già incontrato nel corso di questi ultimi anni e che puntualmente apre il suo spazio per ritrovare colori, pennelli, matite e acquerelli, cocci, tavole, scatole, e tutto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/11/Filosa-Giuseppe.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2232" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/11/Filosa-Giuseppe-300x300.jpg" alt="Filosa Giuseppe" width="300" height="300" /></a>Se voglio respirare le atmosfere di una bottega d&#8217;arte che mantenga il fascino del 900 mi devo recare lungo Corso Telesio, a Cosenza e cercare Giuseppe Filosa.</p>
<p>Artista già incontrato nel corso di questi ultimi anni e che puntualmente apre il suo spazio p<img class="alignright wp-image-2242 size-medium" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/11/12227902_1672697109637349_1061887928_o-188x300.jpg" alt="Scatola" width="188" height="300" />er ritrovare colori, pennelli, matite e acquerelli, cocci, tavole, scatole, e tutto ciò che fa parte del suo modo di intendere la comunicazione artistica.</p>
<p>Ricordo la data di nascita perchè i dati anagrafici sono oggettivi, 20 Novembre 1937, testimone in pienezza del secolo precedente, uno spirito di fanciullo, i suoi lavori lo testimoniano!</p>
<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/11/12214110_1672697196304007_17614895_o.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2245" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/11/12214110_1672697196304007_17614895_o-224x300.jpg" alt="dettagli" width="224" height="300" /></a>Mi permette di fare una serie di scatti con il cellulare, parliamo, il suo modo di intendere i linguaggi verbali non è così diverso dal suo intendere forma e colore: uomo che ha conosciuto la sofferenza, l&#8217;emigrazione, calabrese in tutto, compreso <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/11/albero.jpg"><img class="alignright wp-image-2244 size-thumbnail" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/11/albero-150x150.jpg" alt="albero" width="150" height="150" /></a>quell&#8217;orgoglio che sublima e gli permette di continuare per la sua strada con soavità di passo e armonia interiore, una maturità raggiunta che gli consente di continuare a lavorare sempre con grande amore per l&#8217;arte. <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/11/12213973_1672697149637345_1461785390_o.jpg"><img class="alignright wp-image-2239 size-thumbnail" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/11/12213973_1672697149637345_1461785390_o-150x150.jpg" alt="studio di G. Filosa" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Non manca mai un riferimento alla natura: melograni, rametti con il frutto del &#8220;sorbo&#8221;, appeso, in attesa che maturi, stimoli visivi sia per se stesso che per chi visita il luogo, frammenti di campagna calabrese di cui non disdegna la presenza.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2240" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/11/12214078_1672697176304009_1222251988_o-168x300.jpg" alt="melograni" width="168" height="300" />Per me, alla ricerca di modelli positivi, è terapia, speranza, luce su un terzo millennio che si identifica sotto vesti ambigue, ancora poco chiare, quindici anni non bastano e poi resta di competenza ai sociologi fare le valutazioni del caso! Chi appartiene, per nascita, al Novecento, deve assolvere il compito di traghettatore, testimoniando tutto il buono che il tanto travagliato secolo precedente ha prodotto. Un presente che non riconosce le radici di un passato recente che speranze può avere nel definirsi con connotati chiari e comprensibili? <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/11/Colomba-della-pace.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2241" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/11/Colomba-della-pace-300x230.jpg" alt="Colomba della pace" width="300" height="230" /></a>Non sono accreditata nello scrivere d&#8217;arte moderna, mi basta solo l&#8217;incontro  per comprendere che nell&#8217;espressione libera e nel volto di chi opera si possono leggere le forme e i colori dell&#8217;animo umano capace di aprirsi senza remore, ed io ne traggo beneficio interiore da tutto ciò. Nella sua colomba incisa all&#8217;esterno, nel muro del suo studio ritrovo un messaggio fin troppo noto ma interpretato con segno dinamico appropriato, lo estrapolo facendolo vivere come immagine simbolica aperta al futuro e alla speranza!</p>
<p>(Articolo precedente riguardante G. Filosa http://www.senocrito.it/postcard/?p=919)</p>
<p>Luciana Vita</p>
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		<title>ERCOLE SCORZArtista, amore incondizionato per Cosenza, “guardiano” dello Storico – Centro – Osservato – con Rispetto – Zelo e Amore</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 19:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uomini e Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Busento e Crati]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ercole Scorza]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[San Domenico]]></category>

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		<description><![CDATA[Abito la Provincia di Cosenza da circa 17 anni, conoscere la città capoluogo è una delle mie priorità, quando è possibile la si comprende meglio attraverso chi la vive e “Vivere la città” equivale a uscire dalla propria abitazione e rapportarsi con gli spazi presenti, le istituzioni, le persone che vi abitano. Ercole Scorza non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/07/PICT0020.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2057" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/07/PICT0020-225x300.jpg" alt="My beautiful picture" width="225" height="300" /></a>Abito la Provincia di Cosenza da circa 17 anni, conoscere la città capoluogo è una delle mie priorità, quando è possibile la si comprende meglio attraverso chi la vive e “Vivere la città” equivale a uscire dalla propria abitazione e rapportarsi con gli spazi presenti, le istituzioni, le persone che vi abitano. <strong>Ercole Scorza</strong> non avrà un “pedigree” made in Cosenza ma l’amore incondizionato verso la città che l’ha visto nascere non può essere messo in discussione. Lo incontro nel suo “habitat” per una conversazione seguendo un percorso a piedi.</p>
<p><strong>Parlando delle tue radici </strong></p>
<p><em>  Mia madre è di Acri, mio padre di Paola, nel dopoguerra scelgono la città, ed io nasco in via Popilia nel 1957, la “pecora rossa” di casa!</em></p>
<p><em> </em><strong>Tu che vivi sempre in modo appassionato il tuo senso di appartenenza con la città di Cosenza, come interpreti i crolli di quest’ultimo periodo nel centro storico?</strong></p>
<p><em>  Di crolli, purtroppo ce ne sono continuamente. Pioveva da una settimana, mi chiamarono dicendomi : fuja che è crollata nà casa in via San Tommaso. Sono entrato dentro, con tutti i rischi, per documentare. Lo sviluppo urbanistico, politico, sociale l’ho raccontato e lo racconto ancora. Nei luoghi abbandonati e dimenticati se poni l’attenzione comprendi che è tutto proiettato verso un inevitabile declino se non ci metti mano, è assolutamente così! Il grido di dolore è rivolto all’emergenza sociale che c’è nel centro storico. Quando abbiamo lanciato con Daniela (de Pietro – gruppo facebook “Cusenza Vecchia: Noi ci siamo), l’appello che è sfociato nell’interrogazione parlamentare, è stata posta l’attenzione per gli aspetti strutturali, patrimonio che non possiamo disperdere, ma è soprattutto l’indigenza della gente che ci sta a cuore. Oltre a comunicare il disagio bisogna intervenire nel disagio e le istituzioni hanno tutti gli strumenti per farlo. Forse non ci sono le capacità professionali per intraprendere tale percorso? Le persone vanno aiutate a crescere nel loro territorio, non se ne vogliono andare. L’alternativa non può essere una sistemazione temporanea in albergo per risolvere l&#8217;emergenza. Rispetto per le persone, per i luoghi che vanno tutelati, curati e come dico io “ i luoghi vivono se li vivi”, non puoi togliere le persone perché così fai morire i luoghi. </em></p>
<p><strong>La tua è una fotografia che si distingue sia per la tecnica sia per l’emozione che suscita in chi la guarda… un consiglio per tutti coloro che credono che basti una compatta per essere chiamati fotografi.</strong></p>
<div id="attachment_2063" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/07/10014518_632923073443118_21934639460833690_o.jpg"><img class="wp-image-2063 size-medium" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/07/10014518_632923073443118_21934639460833690_o-300x201.jpg" alt="10014518_632923073443118_21934639460833690_o" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Ercole Scorza</p></div>
<p><em>  Un consiglio spassionato è “appassionarsi”! Sono contento che il terreno “fotografia” sia diventato più ampio perché si erano create delle “Torri d’Avorio” prima dell’avvento della macchina digitale. Pochi sceglievano questo campo e lavoravano pensando e vedendo solo se stessi senza un reale confronto. Quando è cominciata la condivisione, il contraddittorio, tu che sembravi di incarnare la fotografia, ti sei reso conto che probabilmente dovevi metterti a studiare, non più depositario della verità, della qualità, della perfezione. Crolla la “Torre” e tutto si deve rimettere in discussione. E’ nato il confronto. Ci sono milioni di persone che scattano foto, anche in modo istintivo (e non è tutto da buttare), non c’è tanto la voglia di affermare di saper fare una foto quanto il desiderio di rappresentare se stessi, una “elezione virtuale” della propria persona. Parla più un’immagine che mille parole messe assieme, c’è una fame atavica che giustifica questa sovrabbondanza anche attraverso i social. </em></p>
<p><strong>Il fiume, i “2” fiumi, Busento e Crati, tutto ciò che vive dentro e fuori dall’acqua. Attraverso i tuoi scatti molti vengono a conoscenza delle bellezze naturali presenti in questi luoghi. Questa attenzione nasce quando…</strong></p>
<p><em>  Premesso che gli animali sono meglio di noi, resta sempre una questione di sensibilità. Ritengo che nei gesti regali di questi grandi uccelli c’è una eleganza, una rappresentazione della delicatezza della Natura che mi lascia senza fiato. Cerco di congelare quei momenti con la fotografia, momenti irripetibili che attraverso questo strumento posso riproporre continuamente. Nel divulgare, fare comunicazione, promuovere il bello attraverso anche questo aspetto, ho riscontrato la presenza di tanti “emulatori”, probabilmente a detta di “qualcuno”: avrò fatto scuola?</em></p>
<p><strong>Il tuo rapporto di lavoro con il Comune di Cosenza</strong></p>
<p><em>  Sono r<span style="color: #373e4d;">esponsabile tecnico e custode dell&#8217;archivio del</span>la Mediateca. Rispetto al lavoro che svolgo posso citare delle belle esperienze: ho fatto da tutor per un lavoro di ricerca, mi chiedono di partecipare a dibattiti con giovani che vogliono confrontarsi parlando di fotografia… Mantengo un contatto costante con la realtà cittadina ma anche con la Provincia quando si creano i momenti giusti. Mi entusiasmano gli inviti che partono dai giovani e quando succede (dovrò andare a Firmo) parlo in prima persona delle cose che faccio, la fotografia “non è un’illusione ma crea illusione”. Per creare tutto ciò devi avere la mano, l’occhio, la macchina fotografica ma soprattutto un bel collegamento tra cervello e cuore!</em></p>
<p><strong>Torna tra le tue foto il ritratto di Giacomo Mancini. Tra le “righe” s’intuisce l’affetto e la stima che ti lega all’uomo, più che al politico. Perché?</strong></p>
<p><em>  Hai detto bene, è affetto. Gli ho voluto bene e gliene voglio ancora; è venuto a mancare anche presto. Doveva vivere fino a quando io ne ero “sazio”, era una persona importante e controversa. Ci legava l’amore per Cosenza.</em></p>
<p><strong>L’uso dei social network ti appartiene: facebook, profilo e pagina (Ercolescorza photographic art con più di 2000 “Mi piace”), twitter, senza contare i siti dove sono presenti le tue fotografie. Pensi che abbia contribuito a far conoscere meglio il tuo lavoro?</strong></p>
<p><em>  Ho apprezzato e apprezzo il valore dei social perché mi hanno permesso di far godere il mondo delle nostre bellezze e per chi è più accorto anche della sensibilità che ho io nel rappresentare queste bellezze. E’ questo ciò che m’interessa: che si apprezzi la mia città e che la gente venga incuriosita anche per ciò che ha visto attraverso le mie foto. Senza i social sarebbe stato un percorso più lento senza dimenticare che molti lavori sono inseriti in siti che si occupano di fotografia. Molti amici virtuali stranieri, una di questi, nel 2008 mi indicava la strada dei social.</em></p>
<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/07/PICT0016.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2055" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/07/PICT0016-300x181.jpg" alt="My beautiful picture" width="300" height="181" /></a>(Mentre camminiamo vicino al fiume, non gli sfugge la presenza della “garzetta” che ovviamente fotografa. Possiamo ammirare il risultato dello scatto nella foto consegnata dopo 3 giorni e lo ringrazio per questo!)</p>
<div id="attachment_2078" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/07/3-Luglio-Fiume-Crati-Garzetta-Foto-di-Ercole-Scorza.jpg"><img class="size-medium wp-image-2078" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/07/3-Luglio-Fiume-Crati-Garzetta-Foto-di-Ercole-Scorza-300x201.jpg" alt="Foto di Ercole Scorza - Fiume Crati - Garzetta" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Ercole Scorza &#8211; Fiume Crati &#8211; Garzetta</p></div>
<p><strong>La tua fotografia ha una forte “valenza Pittorica” e in più di un’occasione questo è emerso. Le gigantografie visibili in città, voluti dall’amministrazione per raccontare Cosenza, fruibili per tutti coloro che camminando possono osservare, la domanda è: hai mai sentito la necessità di raccontarti raccogliendo le tue foto in libro?</strong></p>
<p><em>  Una pubblicazione la ritengo riduttiva, sembra che io voglia consegnare alla storia…. Non voglio essere storicizzato, quando morirò… Avere un libro fotografico è strumentale. Non farò un’altra mostra se non ci sarà un catalogo (potrebbe essere questo il libro fotografico), ma cosa scelgo? Su circa 5000 foto pubblicate sui social vai a scegliere 50, come fai? Non voglio consegnare niente che non sia collegato ad un momento espositivo che mi permetta di dialogare con la gente e sarà certamente una mostra fatta nuovamente a Cosenza, la mia città deve avere la primogenitura, è colei che mi dà la linfa vitale tutti i giorni. Per me resta il centro del mondo, città imperiale, vogliosa di mostrarsi ed io, indegnamente, cerco di fare questo.</em></p>
<p><em> </em><strong>La gente del quartiere Santa Lucia, i ritratti che hai realizzato nel tempo in quei luoghi, questo rapporto di estrema fiducia che emerge, come nasce?</strong></p>
<p><em>  Ci sono tante assonanze emotive con la gente del quartiere. Ritrovo spicchi d’umanità reale, forte, sofferta, la sento molto, mi si plasma addosso. Mi interfaccio con la bellezza del centro storico per succhiarla, farla mia, un po’ come facevo con la testa del “vecchio” (G.M.), mi piaceva stare con lui perché ogni parola era una “quadara “ di delizie. Così la gente che abita quei quartiere, ogni scatto è un modo per “congelare” l’emozione provata. Resta difficile raccontare perché è più un fatto vissuto che narrato. Ritrovo antiche gesta che mi rappresentano tantissimo, raffiorano una serie di ricordi legati alla mia fanciullezza, alla mia adolescenza sofferta.</em></p>
<p><strong> </strong><strong>Ercole e la spiritualità, Ercole e le chiese fotografate, Ercole e le istituzioni religiose, dalle foto emerge una certa attenzione, …</strong></p>
<div id="attachment_2061" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/07/10857271_844041188997971_8679805565655613295_o.jpg"><img class="wp-image-2061 size-medium" title="Devotion  - di Ercole Scorza" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/07/10857271_844041188997971_8679805565655613295_o-300x198.jpg" alt="10857271_844041188997971_8679805565655613295_o" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">Devotion &#8211; (Chiesa di San Domenico) Foto di Ercole Scorza</p></div>
<p><em>  Con la chiesa di San Francesco di Paola ci sono dei legami familiari ben precisi. Papà è nato a Paola, si chiama Francesco. Ho fatto un lavoro di mappatura fotografica per tutte le chiese di Cosenza. In questi luoghi trovo un pò di pace. La parola spiritualità la considero di livello superiore, ancora non ci sono arrivato, sono nella fase emotiva, il preludio a qualcosa di più alto. I Domenicani vengono ricordati come gli inquisitori più terribili. Quelle foto mi servono per svelenare questo pensiero, rappresentare l’ordine dei Domenicani nell’architettura mi aiuta. Il mio rispetto va a tutte le religioni, apprezzo tanti uomini di chiesa, nel mio lungo percorso anche tra le Istituzioni religiose ho incontrato persone meravigliose, che vivono la solidarietà in modo fantastico.</em></p>
<p>Dieci punti emersi dentro una conversazione che è stata caratterizzata anche da qualche confidenza che non necessita di essere riportata. Scrivevo il 6 giugno a commento di una foto pubblicata sul suo profilo:<em>&#8220;<span style="color: #141823;">E&#8217; un cercatore di &#8220;punti di vista&#8221; sempre nuovi, oltre ad essere un pittore è anche uno scultore perchè lo stesso tema riesce a proporlo considerando molteplici punti di osservazione&#8230; dire fotografo è limitante!&#8221;</span> </em></p>
<p>La libertà di un uomo che continua a credere nel valore più grande: l’amore incondizionato per l’essere umano (soprattutto quando è più debole), che abita la città di Cosenza, con la sua storia gloriosa, conferendo alla stessa il suo reale valore aggiunto, la vera ricchezza, quella che riguarda tutte le realtà calabresi che devono alimentare sempre più il senso di appartenenza, l’orgoglio di abitare luoghi con una nobile storia. Ercole, da buon “Capitano”, si adopera per mantenere la rotta verso questa direzione.</p>
<p>Luciana Vita</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Seminara, le ceramiche Ditto e Cosenza</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2015 15:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciana Vita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfogliando]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini e Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Ceramica Ditto A.]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Seminara]]></category>

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		<description><![CDATA[La fiera di San Giuseppe e Seminara? Sicuramente c&#8217;è legame, vicinanza anche fisica perchè ogni anno i ceramisti di Seminara, con le loro botteghe attive cercano il contatto con la città Bruzia non per arricchirsi ma per portare forme e colori, note di vita che da un paese del basso tirreno si espandono per abbracciare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/Ceramica-Ditto-Antonio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1826" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/Ceramica-Ditto-Antonio-300x161.jpg" alt="Ceramica Ditto Antonio" width="300" height="161" /></a>La fiera di San Giuseppe e Seminara?</p>
<p>Sicuramente c&#8217;è legame, vicinanza anche fisica perchè ogni anno i ceramisti di Seminara, con le loro botteghe attive cercano il contatto con la città Bruzia non per arricchirsi ma per portare forme e colori, note di vita che da un paese del basso tirreno si espandono per abbracciare il territorio calabrese. Certo è anche commercio, di quello che un tempo creava dei veri e propri scambi culturali<img class="alignright wp-image-1831" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9429-copia-300x195.jpg" alt="Pesce e Riccio di Antonio Ditto" width="243" height="158" />, si attendeva la precisa circostanza perchè si sapeva che quella &#8220;fiera&#8221; offriva l&#8217;opportunità a molti di trovare cose che nei negozi non era possibile trovare. La mia valutazione nel 2015 forse è troppo romantica: leggo la loro presenza come un dono per gli occhi, certo non è un momento buono per comprare, i soldi servono per l&#8217;ordinaria amministrazione e a volte non bastono, però non posso non pensare che dietro quelle ceramiche c&#8217;è qualcosa che va oltre il semplice oggetto. La mia radice poco centra con Seminara, identifico però in quelle forme e nell&#8217;uso dei colori la mia Regione perchè ho bisogno di cercare ciò che ci contraddistingue per rafforzare la mia visione &#8220;identificativa&#8221;: quale traccia chiara e precisa ci appartiene in quanto calabresi? La ceramica di Seminara è una di queste tracce. Nel cercare con determinazione un libro (riuscendoci attraverso l&#8217;acquisto per posta), dal titolo <strong>&#8220;Seminara &#8211; dall&#8217;arte dei pignatari alla ceramica d&#8217;arte&#8221;</strong> &#8211; ho provato una grande gioia sfogliando la parte iconografica perchè raccoglie il meglio della produzione artistica di illustri ceramisti del luogo, molti dei quali defunti. <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9434-copia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1838" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9434-copia-194x300.jpg" alt="IMG_9434 copia" width="194" height="300" /></a>Antonio Ditto porta il nome di suo nonno perchè nella sezione dedicata a questa famiglia c&#8217;è a pag. 250 &#8220;Ditto Antonio &#8211; 1890/1973&#8243;, la foto è una bottiglia antropomorfa conservata nel Museo Etnografico Raffaele Corso di Palmi. Quello che ho conosciuto io è il nipote? Penso di si, suo padre è Domenico, ceramista anch&#8217;egli, una famiglia che porta avanti, ognuno seguendo il proprio percorso, la  tradizione che si muove tra oggetti di uso quotidiano e pezzi artistici perchè tutti eseguiti, dalla modellazione alla colorazione, in modo unico e personale. I cognomi storici a Seminara sono tanti, i Condurso, i Ferraro, il libro continua facendo vedere le opere di Vincenzo Antonio Latino, Natale Russo, Antonio Jemma, &#8230;</p>
<p>Il particolare della brocca mette in evidenza il richiamo antropomorfo che Ditto ripete nel riccio e nel pesce, maschere espressive che, come lui stesso dice, sembra che vogliano parlare alla persona che li osserva incuriosita.E&#8217; una nota ricorrente nelle ceramiche di Seminara, senza dimenticare gli effetti pittorici su una argilla che con orgoglio viene rivendicata come &#8220;propria&#8221;; alla domanda se ancora usate l&#8217;argilla del posto, la risposta è SI, del resto basta osservare le parti lasciate visibili ed ecco apparire quel colore, inconfutabile. <a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/Pesce-particolare-di-A.-Ditto.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1842" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/Pesce-particolare-di-A.-Ditto-165x300.jpg" alt="Pesce - particolare di A. Ditto" width="165" height="300" /></a>Nel particolare fotografato, della &#8220;Fiasca ittiomorfa&#8221; emerge uno sguardo altrettanto magico &#8211; fantastico, scegliendo il bianco e nero volutamente per concentrare l&#8217;attenzione sulla modellazione antropomorfa. Dal libro estrapolo un passaggio che trovo interessante a proposito della forma: <em>&#8220;Nel catalogo della Mostra di Etnografia del 1911 si trovano segnalate queste &#8220;borracce&#8221; a forma di pesce, che sono il distintivo rituale dei pellegrini nella fiere di San Rocco di Rosarno. Il significato del rito sacro è chiaro, quando si consideri che nel culto e nelle manifestazioni religiose del popolo ricorre la figura del pesce che fu simbolo dei primi cristiani&#8221;.</em></p>
<p><a href="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9437-copia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1846" src="http://www.senocrito.it/postcard/wp-content/uploads/2015/03/IMG_9437-copia-300x283.jpg" alt="IMG_9437 copia" width="300" height="283" /></a>Il riccio ha valenza apotropaica, con i suoi numerosi aculei scaccia i mali, li tiene a distanza&#8230; E&#8217; il padre Domenico che afferma di aver apportato per primo una modifica a questo modello tradizionale aggiungendo il musetto ed il naso.</p>
<p>A pag. 123 leggo e scrivo: <em>&#8220;Il colore verde ramina ed il blu cobalto esprimono la dimensione della natura e del cielo; ma è il giallo arancio il vero colore dell&#8217;espressione di Seminara: la terra gialla delle messi, la fiamma gialla generatrice dei raggi solari. Ma esso è soprattutto il colore violento, forte delle pulsioni; nell&#8217;universo contadino non vi è mediazione alla grevità della fatica, le istintualità dell&#8217;inconscio allora emergono gialle ed accecanti la ragione.&#8221;</em></p>
<p>Queste poche tracce, tra immagini e parole, per me stessa e per chi, affascinato dalle forme e dai colori, sentisse il bisogno di capire con la ragione e con l&#8217;istinto la bellezza di questa ceramica che tocca le corde emotive, quelle che dovremmo imparare a &#8220;suonare&#8221; facendo leva sull&#8217;allenamento che i linguaggi non verbali ci offrono, sempre per una nostra necessità di vita, alimentando quel legame tra noi e la Terra che occupiamo.</p>
<p>PS: i pezzi fotografati singolarmente sono stati acquistati, sostenere l&#8217;artigianato artistico quando è possibile!</p>
<p>Luciana Vita</p>
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