Le informazioni relative al Santo possono essere “scaricate” da diversi siti. Sappiamo, però, che il web è quasi sempre “lettera morta” se non andiamo di proposito a cercare. E poi perchè cercare se non viene solleticata la curiosità? Allontanandoci dal virtuale cerchiamo il dato reale, andiamo e se lo facciamo in gruppo, possiamo scrivere di aver partecipato ad un pellegrinaggio perchè è un “viaggio” compiuto con devozione. Se ci soffermiamo sul nostro territorio scopriamo e guardiamo con occhi nuovi una striscia di mondo .che spesso viviamo passivamente, senza coglierne la storia più edificante, meritevole di essere raccontata. Non possiamo chiudere gli occhi, mettere la testa sotto la sabbia, far finta di niente.
Le figure storiche che hanno saputo leggere i segni del tempo in cui sono vissute sono i nostri punti di riferimento, coloro che ci “urlano” di essere operosi, poggiando l’azione su una solida base fatta di preghiera, silenzio, introspezione.
Luca Antonio Falcone all’anagrafe, figlio di una fornaia e orfano di padre, fino al 2017 veniva venerato come il “beato Angelo”. Sarà Papa Francesco a proclamarlo santo il 15 Ottobre del 2017. Nato ad Acri nel 1669 e morto nel 1739, sempre ad Acri, sarà ricordato come “l’apostolo delle Calabrie” per un carisma legato alla predicazione anche fuori regione.
Una regione conosciuta per aver dato i natali al più famoso San Francesco di Paola, proclamato patrono della Calabria il 02 Giugno del 1962, una regione ricca di figure spiritualmente importanti, note e meno note. Quarantanove, segnate sul sito “santi di Calabria”, non aggiornato perchè non trascrive, per esempio, il Beato Francesco Maria Greco, sempre di Acri.
Quello che in gergo viene definito turismo religioso richiede un approccio serio dove si cerca di capire con la ragione e con il cuore il pellegrinaggio a cui si partecipa. La scoperta dei luoghi, delle strutture architettoniche, delle opere modellate, scolpite, decorate, dipinte, le reliquie conservate, vanno tutte nella direzione intesa alla valorizzazione massima per la fruizione della spiritualità legata al santo preso in esame. Una maturità della fede ci porta a considerare un dato fondamentale: le figure dei santi oltre ad essere state motivo occasionale per la realizzazione di vere e proprie opere d’arte restano esempi concreti di vita vissuta in pienezza e ottimi “mediatori” presso Dio. Non è mai una “idolatria” indirizzata verso la “scultura”, resta un’immagine simbolica che, ricordando la fisionomia del santo, eleva il pensiero di chi prega, perchè credente, all’unico e solo Dio.
Luciana Vita
