Uno dei beni principali del territorio calabrese è il paesaggio, quello che la Natura ci ha regalato, niente di meritato, donato per essere da noi preservato, tutelato, amato. Il lago Cecita, secondo la stagione, ci regala sfumature sempre diverse, baciato dal sole, con le “macchie” di neve tali da dipingere la superficie creando “contrasto” tra il terreno brullo e il candore della neve cangiante tra luci e ombre.
E in questo quadro generale le “sculture” sono ben chiare , alberi segnati dal clima, capaci di riproporsi ogni stagione fuori o dentro l’acqua, in base alla quantità presente nel lago, così come ciò che resta diventa una scultura che il tempo consumerà pian piano. Questo spettacolo ha un sottofondo musicale minimo, senza vento.
Diventa necessario, per dovere di cronaca fotografare ciò che l’essere umano ritiene opportuno continuare a fare senza un reale motivo visto che noi che raggiungiamo
un luogo del genere utilizziamo la macchina e … una busta di “spazzatura” può essere collocata nel posto che merita. Sono quei “biglietti da visita” che continuano a renderci ancora “poco grati” nei confronti del bene ricevuto, scultura di rifiuti umani che modella realisticamente l’idea estetica che ancora persiste sullo spazio comune, condiviso con tutti. La Sila merita il massimo rispetto, ovunque, anche nei pressi dei laghi artificiali come il Cecita.
Luciana Vita
