Quando la città capoluogo riesce a muoversi con il buon esempio, chi abita nei paesi vicini gioisce per ciò che vede e sente. Ci si reca a Cosenza quasi ogni giorno, con motivazioni sempre diverse, diventa una felice circostanza quando la ragione ruota attorno a quei linguaggi che sono fonte di passione, impegno, lavoro: il linguaggio dell’arte in tutte le possibili declinazioni.
Esempio: raggiungere la cattedrale di Cosenza per ascoltare il giovane organista Mario Gaudio, concerto promosso dall’associazione “salotto 12″, il primo Gennaio, mi ha ricordato quanto talento scorre nelle vene di quella “gioventù” che con dedizione e impegno si concentra sulle personali passioni riuscendo a condividerle, restituendoci quella Speranza che ci fa credere che il mondo continua grazie alla meraviglia generata particolarmente dai giovani.
E giorno undici, esattamente dieci giorni dopo, tornare per partecipare all’apertura
delle mostre Fratture Scomposte e Arte per la Libertà, nella prestigiosa sede della Casa delle Culture, (magistralmente diretta da Vera Segreti), mi ha fatto pensare a quanto sia importante creare circuiti virtuosi, quelli che si aprono al dialogo. Inaugurazione partecipata e coinvolgente, due figure leader, Alfredo Granata e Mimma Pasqua, capaci di tessere rapporti concreti, veri, uno spendersi che passa attraverso l’amore incondizionato per la propria terra. I pannelli con fondo nero accolgono le opere fortemente cromatiche di Granata, creando un percorso con solide basi sul pavimento. Una visione stabile che viene attraversata da fili che accolgono opere come panni stesi, quelli della mostra Arte per la Libertà, quasi come se fossero amici in visita. Lui, anima guida di un territorio, ai piedi della Sila, lei, donna di Lettere, che ha fatto dell’Arte la sua missione e noi partecipanti in visita che rispondiamo all’invito con quel pizzico di narcisismo e quella forte volontà di voler incontrare lo sguardo delle persone che scelgono di raggiungere quello spazio, nel centro storico di Cosenza per curiosità, o per chissà quale ragione!
E, in quanto parte del gruppo, accogliendo l’invito e recuperando tessuti simbolo, in una casa vissuta a partire dalla fine dell’Ottocento, realizzo “Tracce del primo Novecento femminile”, materiali: autentico assorbente di stoffa, terracotta ingobbiata, telo tessuto al telaio, un terzo di un lenzuolo matrimoniale.
Pochi simboli per raccontare il passaggio dall’infanzia alla pubertà. Siamo desiderosi di raccontare, insieme è meglio e questo Mimma e Alfredo lo hanno capito molto bene!
Luciana Vita
