Il cruccio è sempre lo stesso: può la proposta artistica superare il limite che separa gli addetti ai lavori dalla gente che abitualmente ama frequentare altri luoghi? Palazzo Arnone, con le sue sale tradizionali ritorna alla carica grazie ai curatori: Fabio De Chirico e Ludovico Pratesi, il primo Soprintendente BSAE della Calabria, l’altro critico d’arte, specificazioni solo per chi non lo sapesse. Non posso fare a meno di notare il richiamo visivo esterno, “il manifesto”, perchè la visione del Palazzo rientra nel percorso dei mezzi pubblici che collegano parte della provincia con la città, una visione che già fa capire al visitatore che segue quel percorso (perché conduce direttamente nella parte storica), il DNA che contraddistingue Cosenza.
Inaugurata giorno 14 Dicembre, la mostra resterà aperta fino al 28 Febbraio, perchè visitarla? Il titolo sintetizza alcuni aspetti: “Punti di vista – Identità Conflitti Mutamenti – Un dialogo tra storia dell’arte e arte italiana delle ultime generazioni”; siamo quasi sempre portati a ribadire nelle nostre conversazioni che è “… il nostro punto di vista”, lasciando aperta la discussione accogliendo il “Punto di vista altrui” per arricchire la visione che abbiamo di un determinato concetto. I curatori della mostra, con grande intelligenza offrono al visitatore la possibilità di riflettere osservando un’opera consacrata dalla storia che per motivi di scelte concettuali si trova accanto quell’opera d’arte moderna portando così l’osservatore a ragionare. Lo stimolo visivo apre la mente, ognuno di noi può offrire una risposta in base a più fattori. Il punto è che bisogna entrare negli spazi e vincere l’atavica pigrizia. Ricordandoci che il dialogo passa anche da alcuni luoghi strutturati, superiamo l’inibizione e senza elencare le presenze artistiche, (leggibili visitando il sito della Soprintendenza), per non cadere in una forma di richiamo “Turistico”, ricordiamo a noi stessi che la crescita culturale è sempre in itinere, a noi la scelta. Luciana Vita (Tutti i diritti sono riservati)
