Nella Chiesa di Santa Barbara, a Taverna, ci sono entrata fotografando d’istinto tutto ciò che in quell’intervallo, a disposizione, mi potevo permettere. A distanza di tempo, continuando ad avere tra le mani il fantastico (già consultato più volte) libro sulle sculture in legno in Calabria (dal Medioevo al Settecento – ed. Paparo), ho riscontrato un riferimento che avevo fotografato in quella occasione; il taglio non consente una visione completa della statua anche perchè io la feci passando rapidamente, giusto per portare a casa il ricordo. E’ un dettaglio non perfetto che mi aiuta a fare memoria e nella lettura capisco che centra il “frate scultore” fra’ Angelo da Pietrafitta. La statua proveniva dalla locale chiesa dei francescani riformati. Viene attribuita al frate ovviamente da chi ha la competenza per farlo. Il taglio dell’immagine non permette di vedere gli arti inferiori ed è un peccato non avere una visione d’insieme. Una proposta fotografica, un “dettaglio semplice” che vuole ricordare quanto l’Arte Sacra Calabrese debba essere osservata con maggiore consapevolezza evitando che si possa attraversare un luogo uscendone senza alcuna cognizione del suo valore artistico. Che diventi parallelo ai programmi ministeriali un percorso di conoscenza più specifico ai luoghi a noi vicini (intendendo quelli del territorio regionale), altrimenti non capiremo, il passato ci struttura rendendoci più forti, e non limitiamoci al nostro “orto”, dobbiamo interagire tra di noi per garantirci un futuro. Più viaggi d’istruzione all’interno di una Regione che conosciamo parzialmente, non è uno slogan ma l’auspicio di vedere crescere nuove generazioni sempre più legate, ben radicate alla nostra straordinaria Calabria!
Luciana Vita (Tutti i diritti sono riservati)
